La Stampa, 25 aprile 2015
Il governo italiano ha autorizzato l'estradizione in Brasile dell'ex direttore del "Banco do Brasil", Henrique Pizzolato, uno dei 25 condannati nel 2005 per uno scandalo corruzione scoperto durante il primo mandato di Luiz Inàcio Lula da Silva come presidente della Repubblica. La decisione arriva dopo il via libera della Cassazione. Pizzolato, condannato in patria a 12 anni e 7 mesi nello scandalo "Mensalao" la "tangentopoli brasiliana", fu arrestato a Maranello (Modena) a febbraio 2014.
A ottobre fu però rimesso in libertà dopo che la Corte d'Appello di Bologna negò l'estradizione. I giudici motivarono il diniego scrivendo che la condizione carceraria del Brasile è "drammatica", e che "il rischio che un detenuto possa essere sottoposto ad umiliazioni, torture, violenze, sia ancora concreto". Il Brasile fece però ricorso in Cassazione, dove il 12 febbraio di quest'anno è stata dichiarata la "sussistenza" delle condizioni per dare il via libera all'estradizione. A partire da oggi la giustizia brasiliana avrà 20 giorni di tempo per prenderlo e portarlo al penitenziario di Papuda, a Brasilia.










