di Daniele Mastrogiacomo
La Repubblica, 28 settembre 2019
Ma lui si oppone: "Non riconosco questo processo e questa sentenza, se esco devo uscire totalmente scagionato". Lula potrebbe lasciare presto il carcere. Sin da lunedì prossimo. Ha scontato già parte della pena, quella che gli consentirebbe di godere della semilibertà. Ci sono i termini per uscire di giorno e rientrare in cella la sera. In alternativa può restare ai domiciliari con la cavigliera.
Lo ha ribadito la Procura di Curitiba titolare dell'inchiesta Lava Jato. Quindici pm del pool hanno sottoscritto una lettera con la quale danno parere positivo. In testa la firma del capo del pool Deltan Dallagnol. "Questo ufficio ha constatato", scrivono in procuratori, "la buona condotta in carcere di Lula da Silva e a questo punto si richiede al Pubblico ministero federale di rinviare Luiz Lula da Silva al regime di semilibertà". "L'esecuzione della pena detentiva presuppone la sua esecuzione in modo progressivo", ricordano, "mirando al graduale reinserimento del prigioniero nella vita sociale".
Lula potrebbe uscire già tra tre giorni. Ma non è disposto a farlo. La sua difensiva di attacco alla Procura e a tutta la indagine che lo ha portato al processo e alla condanna, lo hanno sempre spinto ad escludere questa possibilità. Vuole uscire a testa alta, non riconosce il verdetto. Quindi, neanche tutte le misure che lo accompagnano anche nella fase della sua esecuzione. Gli avvocati della difesa lo incontreranno lunedì stesso e vedranno con lui la strategia che intende adottare. "Lula vuole ripristinare la sua piena libertà", ha commentato l'avvocato Cristiano Zanin, "perché non ha commesso alcun crimine ed è stato condannato attraverso un processo illegittimo e corrotto da nullità".










