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quibrescia.it, 13 settembre 2026

Una denuncia e un confronto importante sulle condizioni carcerarie e tutela dei diritti fondamentali. La Camera Penale della Lombardia Orientale promuove per giovedì 17 settembre, alle ore 14,30, nel Palazzo di Giustizia di Brescia, in via Lattanzio Gambara 40, un incontro di analisi e riflessione sulla questione all’attenzione della Corte Costituzionale e, più in generale, sul “problema carcere”. “Il prossimo 22 settembre la Corte Costituzionale - scrivono i promotori - è chiamata a decidere la questione, sollevata dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze (ordinanza al link https://www.cortecostituzionale.it/scheda-ordinanza/2026/69), relativa alla denunciata incostituzionalità (per sintetizzare) dell’attuale sistema dell’esecuzione penale, laddove non è prevista la possibilità per il Magistrato di Sorveglianza di disporre il differimento dell’esecuzione della pena nel caso in cui la detenzione sia subita in condizioni “inumane o degradanti”, come definite dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

“La Corte ha ammesso sei “amici curiae” proposti a sostegno dell’accoglimento della quaestio, tra i quali quello dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Sono di immediata evidenza - proseguono i promotori - la rilevanza della questione e l’impatto pratico che il suo eventuale accoglimento sortirebbe, in una situazione delle carceri italiane sempre più allarmante, non solo quanto al sovraffollamento, ma per le condizioni igienico-sanitarie spesso inaccettabili, indegne di un paese civile, in un contesto in cui il legislatore muove in direzione esattamente opposta a quella che consentirebbe, se non di risolvere problemi strutturali cronici, quantomeno di alleviare le condizioni inimmaginabili in cui oltre 65.000 persone sono ristrette oggi in Italia, in violazione dei più basilari diritti, che dovrebbero essere costituzionalmente garantiti ad ogni singolo essere umano. Spazi insufficienti e condizioni igienico - sanitarie totalmente inadeguate caratterizzano, com’è purtroppo noto, anche la locale casa circondariale, come noi avvocati abbiamo potuto verificare direttamente nel corso della visita a Canton Mombello del 31 agosto scorso”.

“La forte preoccupazione che ci sembra unire sul tema, in questa fase, Avvocatura e Magistratura, ci ha indotto - concludono i promotori del convegno - a rivolgere anche a tutti i magistrati del Distretto, inquirenti e giudicanti, l’invito a partecipare all’incontro: è opportuno che la condizione delle carceri non sia oggetto della sola, ovvia, attenzione della Magistratura di Sorveglianza, considerata la cospicua percentuale di detenuti non “definitivi”, sottoposti a custodia cautelare. Anche l’opinione pubblica deve essere messa a conoscenza di questo passaggio importante dinnanzi alla Consulta, e dei temi emersi nell’incontro (riservato, per ragioni di spazio, ad avvocati e magistrati), dato che dovrebbe essere interesse di ogni cittadino che le carceri non siano luoghi in cui le persone sono trattate in modo inumano, uscendone peggiori di come ci sono entrate (con pericolo per la sicurezza di tutti): non può essere rieducativo un luogo dove non sono rispettati i diritti fondamentali”.