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Corriere della Sera, 19 marzo 2022

Prima ospite all’incontro in tribunale organizzato da Casa della Memoria, Comune e Provincia, poi l’omaggio alla Stele dei caduti in piazza Loggia. “Siamo di fronte a una sfida epocale: scrivere una riforma giudiziaria che non soffochi e imbrigli, ma anzi agevoli l’esperienza della giustizia riparativa, stabilizzandola”: così la ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervenuta in tribunale a Brescia al primo incontro del ciclo `Giustizia riparativa e comunità: riprendere la parola e le relazioni´, organizzato da Casa della Memoria, Provincia e Comune di Brescia. “La legge deve limitarsi a sostenere, offrire una possibilità, ma non può imporre di intraprendere un percorso di questo tipo - ha aggiunto -. Deve però garantire il diritto a farlo. È importante avere dei luoghi anche fisici in cui incanalare questa urgenza, dei centri che possono diventare invito, sollecitazione e proposta. Ogni storia è unica e ha una sua peculiarità che la legge non deve schematizzare e imbrigliare”.

Rivolgendosi agli uomini della Polizia penitenziaria, di cui oggi ricade il 205esimo anniversario della fondazione, ha aggiunto: “Proprio a queste forze di polizia è chiesta un’evoluzione importante, già iniziata: hanno un ruolo fondamentale nell’affiancamento di chi ha commesso un reato e inizia un percorso di riabilitazione”.

In quanto all’importanza della memoria, in relazione alla giustizia riparativa, la ministra ha ringraziato Manlio Milani, marito di una delle vittime della strage di Piazza della Loggia, presidente della Casa della memoria e da sempre impegnato nella ricerca di verità e giustizia, con il quale poi si è recata a rendere omaggio alla stele. “Milani è uno dei pionieri della giustizia riparativa, perché ha saputo cogliere esperienze sottotraccia, poi emerse in potenza all’attenzione pubblica. Non ci si deve aggrappare a un ricordo che va sbiadendosi, ma una memoria che genera vita innovativa. Non è un modulo che si ripete, ma è sempre nuovo: così si onorano le vittime. La vita deve guardare sempre avanti”.