di Nicole Orlando
Corriere della Sera, 24 giugno 2026
Era stato arrestato domenica scorsa per il presunto palpeggiamento di quattro minorenni in un parco acquatico. Non ha retto il carcere, forse anche travolto dal senso di colpa per il gesto per cui è stato arrestato. E il 23enne di origini indiane, richiedente asilo, in Italia da tre mesi e arrestato domenica a Concesio per aver palpeggiato quattro ragazzine di tredici anni al parco acquatico Tibidabo, si è tolto la vita nel carcere bresciano di Canton Mombello. Il giovane, incensurato, è stato trovato ieri sera dagli agenti di Polizia penitenziaria.
“Ho solo toccato”. Si sarebbe “difeso” così, parlando con il gestore del parco acquatico Tibidabo di Concesio che insieme agli addetti alla sicurezza lo ha fatto uscire dall’acqua. Poco prima avrebbe palpeggiato quattro ragazzine che si trovavano in piscina. Tutte giovanissime, di soli 13 anni. Quella che per le ragazze e le loro famiglie doveva essere una normale giornata di svago si era conclusa con l’intervento dei carabinieri e con l’arresto in flagranza di un 23enne di origini indiane, richiedente asilo politico e incensurato, con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di minorenni.
L’episodio risale al tardo pomeriggio di domenica. Ad accorgersi per primi che qualcosa non andava sono stati i bagnini, che hanno notato le quattro ragazzine, in piscina, visibilmente scosse. Accanto a loro un ragazzo molto più grande, che in acqua compiva movimenti sospetti avvicinandosi alle giovani. “I ragazzi hanno visto che le stava palpeggiando, mi hanno avvisato e lo abbiamo subito isolato. Nel frattempo abbiamo chiamato i carabinieri, che sono arrivati in pochi minuti”, racconta il gestore, Beppe Lorini. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Villa Carcina: secondo quanto ricostruito il 23enne avrebbe approfittato di un momento in cui i genitori delle ragazzine si erano allontanati per avvicinarsi a loro e palpeggiarle mentre si trovavano in acqua.
“Le ragazze erano in un gruppetto di amiche, alcune di loro si trovavano lì con i genitori. Mentre gli addetti alla sicurezza tenevano l’uomo separato dagli altri bagnanti - continua Lorini - sono andato a cercarli. Abbiamo cercato di gestire tutto con la massima discrezione per tutelare le ragazzine ed evitare che la situazione degenerasse”. Una volta fatto uscire dall’acqua il 23enne avrebbe tentato di minimizzare l’accaduto: “Mi ha detto “ho solo toccato”“, racconta Lorini. “Come se non fosse nulla”. I carabinieri hanno poi preso in carico l’uomo e raccolto le prime informazioni. Le quattro tredicenni, ancora scosse, sono state accompagnate in caserma per formalizzare la denuncia. Dell’accaduto era stata informata la Procura e le minori sono state ascoltate con l’assistenza di uno psicologo. Dalle loro dichiarazioni erano emerse conferme rispetto a quanto segnalato dai dipendenti della struttura. Dopo le formalità di rito il 23enne era stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia e nella mattinata di lunedì trasferito in carcere: ieri il suicidio, dopo che la notizia era diventata virale anche sul web.










