di Mario Pari
Brescia Oggi, 30 agosto 2025
Nella casa circondariale bresciana il tasso di sovraffollamento rispetto all’estate scorsa è cresciuto del 4%. Sulla base dei dati diffusi dal sindacato di polizia penitenziaria Uilpa PP la situazione rimane “insostenibile” nonostante un anno fa fossero stati lanciati appelli al presidente Sergio Mattarella e a Papa Francesco. Un anno, o poco più. È trascorso dall’estate degli appelli, delle lettere, delle richieste d’aiuto. Il risultato? Un incremento della percentuale del sovraffollamento nella casa circondariale di Canton Mombello. Si è passati dal 205% al 209%. E se l’estate, il periodo più duro e pesante per i detenuti, volge al termine, non si può non tenere presente che alle lettere inviate non sempre è arrivata una risposta diretta. Ma, soprattutto, c’è questo dato del sovraffollamento, diffuso dal segretario di polizia penitenziaria Uilpa PP, che partendo dai numeri nazionali arriva fino al quarto posto nazionale, quello occupato da Canton Mombello, dietro a Lucca, Milano San Vittore, Foggia (in ordine decrescente).
Nel luglio del 2024 i detenuti del “Nerio Fischione” avevano scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una lettera dai contenuti pesantissimi, in un’estate molto più calda di quella che volge al termine, per una situazione insostenibile. “Fa caldo - queste l’attacco -, il sudore scivola sulla pelle, e si appiccica con i vestiti addosso, sono madido, e si sono ormai impregnati lenzuola e materasso, anch’essi di sudore come i miei panni e le nostre membra. Si boccheggia, in cella, e l’acqua che ci trasciniamo dietro, dopo la tanto sofferta e agognata doccia, evaporando riempie d’umidità l’angusto luogo. L’aria satura d’umidità, sudore, miasmi, la puoi tagliare con un coltello, in verità, farlo è impossibile, i coltelli sono di plastica riciclata, e si rompono anche solo a guardarli”.
Poi la descrizione della fila per quello che dovrebbe essere il bagno, quindici persone, il dramma di un anziano per cui l’attesa si fa troppo lunga e il suo corpo cede. Almeno quindici persone in una cella, nell’estate del 2024, ed è difficile pensare che la situazione sia cambiata nelle settimane appena trascorse. Furono parole a cui il presidente Mattarella rispose, partendo della situazione carceraria in tutt’Italia, con un riferimento preciso proprio a Canton Mombello: “Vi è un tema che sempre più richiede vera attenzione: quello della situazione nelle carceri - ha detto Mattarella -. Non ho bisogno di spendere grandi parole di principio: basta ricordare le decine di suicidi, in poco più dei sei mesi, quest’anno.
Ma vorrei condividere una lettera che ho ricevuto per il tramite del Garante di quel territorio da alcuni detenuti di un carcere di Brescia: la descrizione è straziante. Condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza. Indecorose per un Paese civile, qual è - e deve essere - l’Italia”. Chiaro e diretto quanto la “cura” proposta alla politica per evitare che i “casi Brescia” diventino una costante nazionale. “Il carcere - ha ricordato il Capo dello Stato - non può essere il luogo in cui si perde ogni speranza. Non va trasformato in palestra criminale. Vi sono in atto alcune, proficue e importanti, attività di recupero attraverso il lavoro. Dimostrano che, in molti casi, è possibile un diverso modello carcerario. È un dovere perseguirlo”.
Da Canton Mombello partì però anche una missiva diretta a Papa Francesco in cui la richiesta principale si sintetizzava in una sola parola: dignità. Una speranza, quella rivolta a Francesco, che è andata ben oltre il pontificato del Papa arrivato dall’Argentina. Tanti i detenuti di Canton Mombello che hanno voluto seguire in diretta i funerali del pontefice argentino, riconoscendolo come uno di loro: uno che si era battuto per la loro causa, per la loro dignità. Ora si torna a parlare di sovraffollamento, nonostante gli appelli e nonostante le lettere.
Si torna a parlare di uno dei mali principali delle carceri italiane e in particolare del “Nerio Fischione” che si aggiudica il non richiesto quarto posto nazionale e un incremento, rispetto a 12 mesi fa, del 4%. Le prospettive per i prossimi mesi sembrano quelle di un ampliamento di Verziano, quantomeno dell’inizio dei lavori vero la fine del 2025. Ma di fatto un’altra estate è passata, con le bottiglie di plastica esposte al caldo per lavarsi e quelle code in 15 che non mettono in fila per un percorso di recupero, ma allontanano dalla civiltà.











