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di Siham Ouzif

Corriere della Sera, 24 febbraio 2026

Diritti dei minori, disagio giovanile e nuove fragilità: è una fotografia articolata quella restituita dalla relazione annuale del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Brescia, presentata il 23 febbraio2026 in Commissione Consiliare da Mauro Ricca. La relazione riferita all’anno 2025 entra nel merito delle trasformazioni sociali mettendo in evidenza fragilità, nodi critici, prospettive future ma anche reti e progettualità già attive. Ricca ha richiamato il fondamento normativo dell’attività del Garante, legata alla Convenzione Onu, soffermandosi sui quattro principi cardine: non discriminazione, ascolto del minore, interesse superiore del bambino e diritto alla vita, sopravvivenza e allo sviluppo: “Ripercorrere questi principi e portarli nell’attualità - ha spiegato - significa mettere il bambino al centro, anche quando si parla di sanità, giustizia, carcere o comunicazione mediatica”.

Tra i temi affrontati, quello dei figli di genitori detenuti assume un peso crescente. Nell’ambito del progetto triennale (2025-2027) Terzo Tempo, avviato operativamente a dicembre 2024, nell’ambito del Fondo per il contratto della povertà educativa minorile, il Garante ha evidenziato una nuova tendenza: “Stiamo registrando un abbassamento netto dell’età carceraria. Se in passato il detenuto aveva mediamente 35-40 anni, oggi sempre più spesso parliamo di ragazzi tra i 20 e i 30 anni. Questo dato si intreccia direttamente con il disagio giovanile e con la tutela dei loro figli, che rischiano di rimanere invisibili”. 

Altro nodo centrale è quello dei minori non accompagnati, definiti da Ricca “il tema più emergente del presente”. A livello nazionale, dopo il picco di oltre 22 mila presenze tra il 2022 e il 2023, oggi si stimano circa 17 mila minori. Sul territorio bresciano i casi sono circa 350: “Non possiamo limitarci a leggere il fenomeno come un problema di sicurezza - ha sottolineato - Il vero rischio è la povertà educativa. Salute, formazione, inclusione sociale e accesso al lavoro sono le vere sfide. Associare automaticamente minore non accompagnato e devianza è non solo scorretto, ma dannoso”.

Nel corso della seduta è intervenuta anche la sindaca Laura Castelletti, che ha ringraziato il Garante per il lavoro svolto: “Questa relazione attraversa sanità, servizi sociali, scuola, arte e carcere, dimostrando quanto sia necessario un approccio multidisciplinare. Come amministrazione ci siamo e continuiamo a investire su strumenti come l’Osservatorio dei minori e il percorso di Brescia città delle bambine e dei bambini”.

Guardando al futuro, il Garante ha annunciato il rafforzamento delle attività di sensibilizzazione sul territorio e il pieno avvio dell’Osservatorio permanente sull’infanzia e l’adolescenza, chiamato a diventare uno strumento stabile di lettura e monitoraggio dei fenomeni emergenti. Tra le priorità, il consolidamento della collaborazione con UNICEF Italia, il mondo universitario e le scuole, oltre a un’attenzione crescente ai minori stranieri non accompagnati, indicati come una delle sfide decisive dei prossimi anni.