di Valerio Morabito
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
Il tema del sovraffollamento nelle parole dei detenuti della Casa circondariale bresciana, tra suicidi e condizioni igieniche precarie. L’indice di sovraffollamento del carcere di Brescia supera il 200%, ben al di sopra della media nazionale (115%) e anche lombarda (152%). Numeri che, come da consuetudine, non fanno molto effetto. Invece colpiscono, come un pugno nello stomaco, i racconti dei detenuti della casa circondariale bresciana i quali hanno posto l’accento sulle le loro pesanti condizioni. “Fa caldo, il sudore scivola sulla pelle - dice uno di loro- e si appiccica con vestiti addosso. Si boccheggia in cella e l’acqua che ci trasciniamo dietro, dopo la tanta agognata doccia, evaporando riempie d’umidità il luogo”.
“Dovevo andare in bagno - aggiunge un detenuto - ma era occupato. Altri quindici erano in fila davanti a me. Un anziano di circa 74 anni ha il mio stesso problema, purtroppo per lui e per noi non fa in tempo a dire che gli occorre con urgenza il bagno. Ha una scarica di dissenteria, mentre dimenandosi cerca a fatica di alzarsi dalla branda. In un attimo, lenzuola e materasso si impregnano di liquami e urina. Lui non sa come comportarsi, indifeso, imbarazzato, umiliato e attonito. Piange, un uomo di 74 anni, si scusa, si lamenta”.
“A pochi centimetri, sempre nel bagno, cuciniamo i nostri pasti. Di persone non autosufficienti in questo istituto ce ne sono parecchie. Sono elevati i suicidi in carcere, 44 da inizio anno. È giusto pagare per chi ha sbagliato, perché occorre rieducazione. Ma è vero che oggi con questo sovraffollamento le persone detenute vengono poco alla volta, giorno per giorno, defraudate della loro umanità, e questa cosa deve fare paura”.
Sono le parole e le storie di chi vive all’interno del carcere di Brescia. Episodi che sono stati raccolti in una lettera che, insieme ad alcune proposte formulate dai detenuti per affrontare il tema del sovraffollamento penitenziario, sono state trasmesse a tutti i parlamentari e senatori bresciani in vista di un incontro con i carcerati nella biblioteca della casa circondariale Nerio Fischione.









