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di Stefania Totaro

Il Giorno, 29 maggio 2026

Il reinserimento sociale al centro del convegno organizzato dal Lions Club. La presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia: sgravi alle imprese. Fare rete per investire nel lavoro fuori e dentro le mura del carcere perché il reinserimento sociale dei detenuti apre una porta concreta verso un futuro migliore per queste persone private della libertà personale ma anche per l’intera comunità. Questo il tema del convegno dal titolo “Il valore del riscatto” che il Lions Club Desio, con il supporto del Distretto, ha organizzato mercoledì sera nella sala congressi del Banco di Desio e della Brianza. “Dobbiamo cambiare la mentalità di quelli che pensano che le persone che hanno sbagliato debbano pagare tutta la vita - ha detto il governatore del Distretto Lions, Lorenzo Paolo Terlera -. Bisogna essere solidali e insieme si può fare la differenza”.

La presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia, Monica Cali, desiana, che si occupa di esecuzione della pena, ha spiegato come “il carcere deve diventare il punto di inizio per guadagnarsi la fiducia sul campo e poter ricominciare il reinserimento sociale. Chi non ha opportunità ha un tasso di recidiva del 70-80%, un dato che crolla dal 10 fino addirittura al 2% in presenza di un lavoro vero. Il lavoro non è un premio ma uno strumento potentissimo di sicurezza sociale ed economica. Non solo un reato in meno o una vittima in meno, ma anche un risparmio per la collettività, visto che un detenuto ci costa circa 150 euro al giorno”.

La legge Smuraglia, che promuove il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti previsto dalla Costituzione, poi, “per spingere le aziende e le cooperative a investire sul lavoro vero, non quello all’interno del carcere, offre sgravi fiscali e contributivi, come l’abbattimento dei contributi previdenziali del 95%, un credito di imposta compensabile fino a 520 euro per ogni lavoratore assunto e lo Stato può prolungare oltre i 18-24 mesi dopo la scarcerazione del soggetto questa opportunità per potere accompagnare il lavoratore nella società libera”.

Un’opportunità che può rivelarsi importante anche “per formare in carcere professionalità che sono richieste dal mercato del lavoro - continua Monica Cali - dai conduttori di carrelli elevatori alle competenze digitali e per preservare mestieri artigianali che stanno scomparendo, grazie a protocolli in sinergia tra il mondo del lavoro, gli enti pubblici e l’amministrazione penitenziaria in cui la detenzione diventa un momento di qualificazione professionale su misura e offre un mestiere concreto ai nostri ospiti una volta usciti”.

Un’altra forma importante di lavoro, sostiene il magistrato, “è quello volontario, un’altra forma di riscatto che può cambiare il volto delle nostre città, lavori di pubblica utilità e di recupero del patrimonio ambientale”. Come ha confermato il sindaco di Desio Carlo Moscatelli: “Abbiamo deciso di aderire con forza a un progetto di inclusione sociale dei detenuti per offrire percorsi mirati, tirocini nei nostri uffici, nei servizi ambientali, nella cura della nostra città e del verde urbano”. Il presidente della Provincia, Luca Santambrogio, ha invece puntato il dito sul ripristino della linea bus che porta al carcere come strumento per accedere al lavoro.