di Mario Pari
bresciaoggi.it, 20 luglio 2023
Diversi i problemi strutturali e sociali del Nerio Fischione. Da un punto di vista quantitativo, quindi di sovraffollamento, la situazione è sempre quella degli anni passati ma con una sola eccezione: il periodo del Covid, quando il numero dei detenuti all’interno del “Nerio Fischione” si ridusse. I problemi principali, al momento, sembrano essere piuttosto altri.
I nuovi detenuti - “Cambia la tipologia dei detenuti presenti in istituto - spiega Luisa Ravagnani, garante, per il comune di Brescia, dei diritti delle persone private della libertà personale. Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono stati sostituiti con le Rems, ma il numero di queste strutture è molto ridotto e le persone stazionano in carcere più di quanto dovrebbero”.
Il tema, quindi, è sempre più quello della salute mentale nella popolazione carceraria. Una fetta di loro non ha una diagnosi psichiatrica ma presenta dei disturbi derivanti dall’adattamento al carcere. Disturbi però “che non possono configurare una patologia specifica, ma che creano difficoltà per il personale penitenziario”. Una risposta, in tal senso, sembra poter venire dall’etnopsichiatria, di cui si è parlato recentemente alla conferenza dei garanti. “Si tratta - spiega Ravagnani - di un approccio psichiatrico che tiene conto delle variabili culturali, considerando che è sempre più presente l’esigenza di considerare gli stranieri da questo punto di vista”.
Gli stranieri - I numeri del “Nerio Fischione”, in merito, non lasciano dubbi: “I detenuti stranieri sono il 70%, provenienti da 40 nazionalità. La convivenza è tra persone che provengono da numerosissimi Paesi e si pone un problema linguistico. A partire dai termini che si usano per dire cosa si mangia, fino a quelli di un colloquio psicologico”. Tutto ciò “incide sul percorso di recupero che deve tenere conto di standard comportamentali diversi” Questa “non è una questione di cattiveria, semplicemente non ci sono strumenti; i mediatori culturali sono pochissimi, ma anche la polizia penitenziaria è sotto organico. Dal mio punto di vista gli educatori dovrebbero essere dieci volte tanto”. La conclusione è che “non c’è volontà politica, il sovraffollamento è una buona scusa”.
Le criticità - Ma il problema principale al Nerio Fischione risale a quando, come del resto adesso, tutti lo conoscevano come Canton Mombello. Bisogna risalire a un secolo fa. Perché di fatto “Cantone” è ancora lo stesso e la questione principale è assolutamente strutturale. “Non è possibile - conferma la garante - vivere in celle che hanno cento anni e del resto quella del carcere nuovo a Brescia è un tema che fa ridere. Nella questione strutturale si innescano diverse problematiche: ci sono i tossicodipendenti che non dovrebbero stare in carcere, la convivenza difficile tra i detenuti e chi poi c’è chi sbotta”. Dalla questione strutturale, quindi, ai problemi di comunicazione, fino a quelli di convivenza con detenuti tossicodipendenti: in attesa della prossima visita parlamentare.










