sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Carlo Alberto Romano

Corriere della Sera, 1 settembre 2026

La nascita del nuovo Verziano si candida a divenire concorrente del Beckettiano Godot quanto ad attesa infinita: si cominciò a ventilare tale soluzione nel 2015. Forse non tutti conoscono l’espressione “Villaggio Potemkin” con la quale ci si riferisce a un famoso episodio (storicamente non provato e anzi ritenuto falso) che coinvolse un consigliere di Caterina la Grande; si tratta di Grigorij Aleksandrovič Potëmkin, ideatore della flotta russa nel mar nero, a cui venne intestata una corazzata che si ammutinò, come narrato nella pellicola di Ejsenstejn, nota a moltissimi italiani per il lapidario giudizio espresso da Fantozzi in un’iconica scena del celebre e omonimo film. Potemkin era tanto fidato quanto votato a compiere qualsiasi azione per l’esclusivo piacere dell’imperatrice, e durante una imperiale escursione avrebbe fatto erigere suntuose facciate di cartapesta di magnifici palazzi in modo che Caterina, vedendole di sfuggita dalla sua carrozza, avesse una percezione rassicurante della gestione governativa di quel luogo. 

Da allora si usa l’espressione “Villaggio Potemkin” per rendere l’idea di una ingannevole soluzione il cui unico scopo è quello di garantire una fugace visibilità. Il 22 luglio scorso, sulla stampa è apparso un articolo in cui venivano riportate le parole di un esponente politico di una forza governativa, il quale annunciava che finalmente era giunto il momento di dare risposta alle esigenze del territorio e che il successivo 1° agosto (che era un sabato, e già questo avrebbe dovuto insospettire…) sarebbero iniziati i lavori per l’ampliamento di Verziano. In tal giorno l’impresa incaricata dei lavori avrebbe dovuto prendere possesso dell’area, delimitarla e avviare tutte le operazioni preliminari. Al 31 agosto, pare che nulla di tutto ciò sia avvenuto e i lavori per il “nuovo Verziano”, rimangono un condiviso auspicio.

Sappiamo bene che la gestione di lavori pubblici è complicata e i cronogrammi progettuali sono sempre difficili da rispettare; sappiamo anche che qualche mese fa sono stati eseguiti dei carotaggi nel terreno della casa di reclusione, per le necessarie valutazioni tecniche. Ma la questione, in questo caso, è altra: perché fare proclami? …con ciò illudendo detenuti e operatori penitenziari che attendono la nuova costruzione quantomeno come strumento utile a diminuire, magari anche parzialmente, l’utilizzo della fatiscente struttura di Canton Mombello, nella quale la cronica condizione di sovraffollamento comprende anche una radicata presenza di cimici. Alla popolazione detenuta, che patisce sulla propria pelle il sovraffollamento, peggiorato dalle estreme condizioni meteorologiche di quest’anno, si dovrebbero fornire risposte chiare e affidabili; le stesse, peraltro, che merita anche chi lavora nei due istituti, sia in divisa sia senza, e che certo non può trarre impressioni rassicuranti da questo perdurante clima di palese indeterminatezza decisionale e provvisorietà esecutiva, nel quale rischia di sgretolarsi anche la motivazione professionale più solida.

La nascita del nuovo Verziano si candida a divenire concorrente del Beckettiano Godot quanto ad attesa infinita: si cominciò a ventilare tale soluzione nel 2015 e chi scrive, pur concettualmente contrario all’idea che l’edificazione di nuove galere possa costituire la risposta ideale per l’abbassamento dei preoccupanti tassi di recidiva, da allora attende, come molti altri bresciani, la realizzazione di un’opera che almeno potrebbe servire a sgravare le inadeguatezze strutturali di Canton Mombello. Attendiamo, quindi, prima o poi qualcosa inizierà. Speriamo non un carcere di cartapesta.