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di Pietro Gorlani

Corriere della Sera, 2 settembre 2026

Per il senatore leghista sarà pronto a fine 2027. Resta il nodo aree esterne. I lavori per l’ampliamento del carcere di Verziano iniziano il 3 settembre, “quando è in programma l’ultimo sopralluogo propedeutico alla cantierizzazione del nuovo padiglione”. Lo assicura al Corriere il senatore della Lega Stefano Borghesi, vicino al vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. “Il contratto è firmato. Il termine dei lavori, sulla carta, resta dicembre 2027” ribadisce il parlamentare. Una notizia confermata anche dalla deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici. Borghesi a fine luglio aveva però parlato di inizio lavori il primo agosto.

Una data ricordata con amarezza i 1 settembre in un editoriale pepato scritto dal docente di criminologia (nonché prorettore di UniBs) Carlo Alberto Romano. “Ad agosto la direzione ha chiesto uno slittamento, presumo per questioni organizzative legate al periodo di ferie” spiega Borghesi. Non è la prima volta che slitta la data della posa del primo mattone. 

A fine maggio 2025, in visita alla casa di reclusione, l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (che poi ha lasciato l’incarico travolto dallo scandalo delle quote della bisteccheria condivise con la figlia di un condannato per reati mafiosi) aveva promesso lavori entro l’estate. A settembre 2025 la deputata Simona Bordonali (Lega) parlava di appalto integrato nel primo trimestre 2026. Sono passati altri sei mesi e a questo punto non resta che attendere domani per capire se davvero a Verziano appariranno i tecnici per i primi rilievi, necessari ad un intervento promesso da almeno dieci anni e che darebbe risposta all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri di Canton Mombello e Verziano. Se si esclude l’ipotesi di realizzare un nuovo penitenziario dentro l’ex caserma Serini di Montichiari, nata e subito morta nel lontano 2013, Verziano è sempre stato il luogo indicato per la nuova infrastruttura. E pensare che nel 2017 era stata appaltata una prima progettazione da 15 milioni. Non se ne fece nulla.

A fine 2023 sono stati invece stanziati 39 milioni, messi a bilancio nel piano straordinario di edilizia penitenziaria concertato tra i ministeri delle Infrastrutture e della Giustizia. Serviranno a costruire un nuovo padiglione da 348 posti. Peccato che la struttura sorgerà nello spazio oggi usato dai detenuti per fare sport. E infatti l’ampliamento della casa di reclusione di periferia nasce monco. Nel progetto di 15 anni fa si pensava ad acquisire 120 mila metri quadrati di campi perimetrali, appartenenti all’azienda agricola Danesi, dove realizzarci spazi per il lavoro, lo sport, lo svago, oltre che gli appartamenti per gli agenti di polizia carceraria. Per quei campi il comune di Brescia ha cambiato destinazione nel Pgt (da area agricola ad area a servizi).

Sempre Delmastro, nel maggio di un anno fa, aveva confermato che si stava trattando con i proprietari “per evitare l’esproprio”. Bordonali aveva riferito della disponibilità del sottosegretario Andrea Ostellari a organizzare un tavolo a Roma con il Comune. Poi il silenzio. Nessun aggiornamento pubblico su trattativa, prezzo. Vero è che il centrodestra cittadino ha sempre rivendicato la scelta fatta da Paroli nel 2012, che nel suo Pgt aveva ottenuto quelle aree in cambio della concessione fatta ai proprietari terrieri di realizzare tre appartamenti e un supermercato tra il Villaggio Sereno e Fornaci.

Accordo cancellato con il Pgt Del Bono-Tiboni del 2016. Era però rimasta in piedi per tre anni la possibilità che la Loggia entrasse in possesso di quei campi in cambio della cessione ai privati di palazzo Bonoris, in via Tosio. Uno schema che saltò nel 2020, quando la Loggia decise di venderlo all’asta per 3 milioni. L’ex sindaco Del Bono prima e la sindaca Castelletti poi, hanno sempre definito il possesso delle aree un falso problema: se il ministero volesse, potrebbe trovare un accordo o procedere con un esproprio visto che si tratta di un’opera di pubblica utilità. L’ex sindaco Adriano Paroli, 4 anni fa al Corriere disse però che “se si ha disponibilità delle aree i finanziamenti arrivano immediatamente”. Già, perché servono anche tanti milioni per realizzare i laboratori dove insegnare un mestiere ai detenuti e spazi per lo sport e lo svago. Aspetti per nulla secondari importanti se si vuole un percorso di reinserimento in società. C’è un altro tema connesso a Verziano: una volta pronto, che fare di Canton Mombello? Castelletti torna a chiedere la sua immediata chiusura. Del Bono nel suo ultimo anno da primo cittadino immaginò di cederlo a Cassa Depositi e Prestiti in cambio di finanziamenti per il secondo lotto di Verziano. Paroli nel 2022 aveva un altro sogno, immaginava “un hotel a 5 stelle con una spa nelle segrete... Per la nostra Brescia dobbiamo ragionare in grande”.