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di Federica Pacella

Il Giorno, 27 settembre 2025

Nessuno nega il lavoro encomiabile di amministrazione penitenziaria, area trattamentale, area sanitaria, polizia penitenziaria, volontariato. Tuttavia, il sovraffollamento resta un grande problema, soprattutto al ‘Nerio Fischione’ (ex Canton Mombello), che ha un tasso di presenze del 205% rispetto ai posti regolamentari; in Lombardia, peggio fa solo Milano San Vittore (226%), ma sono sopra il 200% anche Busto Arsizio, Lodi e Como. “La prima impressione dopo la prima visita al ‘Nerio Fischione’ è stato durissimo.

È noto che la struttura soffre di sovraffollamento e rispecchia l’idea della pena afflittiva - spiega Arianna Carminati, nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, audita ieri in Commissione servizi alla persona e sanità - che è ormai superata. Ciò che colpisce, entrando nelle aree di detenzione, non è solo l’inadeguatezza logistica, ma anche constatare che le persone recluse trascorrono gran parte della giornata chiusa in cella. Colpisce anche la condizione delle celle, con servizi igienici inadeguati, materassi consunti su cui il detenuto vive quasi interamente la giornata, muri scostrati. Mancano spazi minima di vivibilità”.

Una condizione che “rischia di trasformare la pena in esperienza di pura segregazione, disumana e degradante, ai limiti della tortura. So bene - ha spiegato Carminati - di usare parole pesanti. Da costituzionalista, è una realtà che ci allontana dai principi costituzionali di rieducazione e, prima ancora, di dignità della persona, e che rende difficile qualsiasi percorso di reinserimento”. Anche dentro vincoli esistenti delle condizioni date, la garante sollecita a lavorare comunque per costruire una quotidianità capace di aprire prospettive di futuro.

“Dentro e intorno a entrambe i due istituti penitenziari, operano tanti soggetti di grande valore, a partire dall’amministrazione penitenziaria”. Tra i grandi problemi, la difficoltà a trovare un’abitazione, condizione che non permette, a molti detenuti, di accedere a misure alternative, ma grande attenzione è rivolta anche al tema dei figli e delle figlie di detenuti, per i quali sarà avviata una collaborazione col Garante dei diritti dei minori del Comune di Brescia. “Importante anche una maggiore collaborazione di tutti i Comuni - sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Marco Fenaroli - perché la pluralità di presenze richiede un contributo da parte di tutti”.