di Pietro Gorlani
Corriere della Sera, 3 novembre 2026
A Canton Mombello in arrivo docce e “sistemi anti-drone”. Dopo la querelle tra il vicesindaco Federico Manzoni e il senatore leghista Stefano Borghesi sulla tempistica del nuovo padiglione di Verziano (“Ci vorranno almeno tre anni” aveva detto Manzoni, “Sarà pronto a fine 2027” aveva replicato il parlamentare vicino a Salvini), è il vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Massimo Parisi a gettare un’ombra sui tempi. “Il cronoprogramma prevede che si finisca per fine 2027, ma può essere che si sfori al 2028”, ha detto andandosene dal convegno “Carcere, territorio: la realtà di Brescia” organizzato ieri al Castello di Dello. Nel paese della Bassa non è la prima volta che si discute di carcere con ospiti di primordine.
Nel suo intervento Parisi ha parlato di lavori avviati (in realtà si sta realizzando un nuovo varco, manca il progetto esecutivo e la gara per il nuovo padiglione): “Ci sarà il nuovo padiglione da 340 posti dentro l’attuale sedime, ma si salva una porzione di campo sportivo per le attività ricreative”, ha precisato. “Il progetto iniziale è stato corretto: il padiglione che cinturava completamente l’area sacrificava le attività trattamentali” ha detto lasciando aperta la possibilità di acquisire i campi esterni dove fare laboratori per il lavoro e spazi sportivi-ricreativi, strutture essenziali se si vuole un carcere che davvero rieduchi.
Il cuore del confronto è rimasto proprio sul futuro dei campi esterni. Claudio Castelli, già presidente della Corte d’Appello di Brescia rilancia sulla necessità di “una convenzione tra Amministrazione penitenziaria e Comune di Brescia”; senza di questa la Loggia non può comprare od espropriare i campi esterni, sarebbe segnalata alla Corte dei conti. L’attuale presidente della Corte d’Appello Giovanna Di Rosa ha ricordato che la sindaca Castelletti si è dichiarata disponibile all’esproprio e che un tavolo istituzionale ha prodotto una richiesta ufficiale “rimasta senza riscontro”.
E così non va bene, come non va bene il generalizzato disinteresse dell’opinione pubblica per le sorti dei carcerati; una miopia etica che può generare mostri: “Occuparsi del carcere significa occuparsi della società in cui si vive”, ha aggiunto Di Rosa, sottolineando come i ritardi strutturali finiscano per condizionare anche la credibilità delle istituzioni. E ha ricorda la spesa monstre che lo Stato ogni anno deve affrontare per risarcire le persone detenute in condizioni inumane. Novità in arrivo anche per Canton Mombello, che non si riuscirà a chiudere una volta ampliato Verziano.
Parisi ha parlato di “un piccolo San Vittore bresciano”, con la maggioranza di detenuti stranieri provenienti da aree marginali e forti difficoltà di reinserimento in società. C’è però un progetto in itinere per il padiglione nord, con “docce in camera” e spazi per “le attività trattamentali” ha detto il dirigente toccando anche il tema della sicurezza: si sta pensando ad “impianti antidrone” contro il crescente spaccio e l’introduzione nella struttura di telefonini per coordinare traffici illeciti.









