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di Manuel Colosio

Corriere della Sera, 14 luglio 2025

Maratona oratoria pubblica davanti alla Casa circondariale: “Uno Stato che non rieduca i detenuti è uno Stato debole”. Canton Mombello non si può recuperare, va chiuso. Ed il carcere non può essere una “discarica sociale” nella quale abbandonare le persone, ma le pene devono “tendere alla rieducazione del condannato” così come prescritto dalla Costituzione. Sono due dei concetti attorno al quale è ruotata la “maratona oratoria pubblica” allestita sabato di fronte ad una delle carceri più sovraffollate d’Italia, il Nerio Fischione di Brescia, che per tutti qui rimane “Canton Mombello”.

Un presidio che ha visto la presenza di alcune decine di persone che hanno offerto per oltre un’ora interventi, testimonianze e riflessioni sul dramma quotidiano fatto di suicidi, condizioni invivibili e impossibilità di attivare percorsi alternativi. “Ci si dimentica sempre che i detenuti di oggi torneranno ad essere cittadini domani. È ovvio che se non si trova il modo di reinserirli la possibilità che compiano nuovamente reati è concreta” ha introdotto Federico Goffi, vice segretario di Azione Under 30 Brescia, sottolineando come “uno stato che non parla di rieducazione è uno stato debole. Disinteressarsi, voltare la faccia dall’altra parte, è sbagliato. 

Serve dignità, non vendetta. Bisogna ripartire da lavoro, istruzione e cura”. Per farlo rilancia la proposta fatta due anni fa dal suo partito al Governo: costruire “case di reinserimento sociale” per accompagnare i detenuti nell’ ultimo anno che li separa dal “fine pena”: attualmente oltre un terzo dei detenuti non può usufruire di pene alternative perché non hanno opportunità: “Sono 23mila quelli che potrebbero accedere ad altre misure, ma non hanno casa, famiglia, soldi per poterlo fare” denuncia Federica Meda, attivista dei radicali, definendo la dotazione alle carceri italiane di 1000 congelatori a pozzetto “imbarazzante” visto che “equivale ad un congelatore ogni 61 detenuti e mezzo”. 

Non si sa al momento se siano arrivati nei due istituti di pena bresciani ed anche al presidio nessuno è informato, nemmeno il parlamentare Fabrizio Benzoni (Azione) che prende parola ricordando come per cambiare rotta serva “un cambio culturale. Per ogni fatto oggi si crea un reato: in tre anni questo governo ha aumentato le pene di oltre 140 anni. Bisogna invece mettere in campo misure alternative, magari partendo proprio da quel 15% che si trova detenuto in custodia cautelare, senza condanna definitiva”.

Presente anche la consigliera regionale lombarda Miriam Cominelli (Pd) che ha ribadito come “i detenuti sono un pezzo della nostra società e non possiamo e dobbiamo voltarci dall’altra parte. Questo governo è alla continua ricerca di un nemico, che siano detenuti piuttosto che immigrati. Il vero problema di questo Paese riguarda gli ultimi, per i quali mancano le risorse. Canton Mombello va chiuso, non sistemato. Non è più un luogo adatto, serve altro”. Invece è ancora aperto, seppur vecchio, sovraffollato e invivibile.