di Francesca Marmaglio
Giornale di Brescia, 7 aprile 2025
La leggerezza del corpo che danza, si muove e dimentica il peso di errori che la mente trasforma in colpe, spesso difficili da sostenere. Il tema è quello scelto per la performance di danza contemporanea “Istantanea #09” del Progetto Verziano che ha visto protagonisti detenuti e detenute del carcere bresciano e liberi cittadini soci di compagnia Lyria. Lo spettacolo, che è andato in scena sotto il portico di palazzo Loggia ieri pomeriggio, ha visto la partecipazione di 20 danzatori: “Abbiamo cominciato il progetto, che è alla sua 14esima edizione, l’ottobre scorso e finiremo il 10 giugno al cinema Eden con la proiezione del racconto di questi mesi - ha detto Giulia Gussago, direttrice artistica della compagnia Lyria e ideatrice del progetto Verziano.
Ci siamo visti una volta a settimana e un sabato al mese. È uno spettacolo di danza contemporanea, l’abbiamo scritto attingendo alle memorie, ai ricordi e alla storia di ognuno dei partecipanti”.
L’esperienza - Dietro le quinte, pochi minuti prima dell’inizio, l’emozione era palpabile: “Siamo molto emozionati” dice qualcuno. “È stato bello poter raccontare la mia storia attraverso la danza, senza parlare e senza vergognarmi” racconta un altro. Due ragazze spiegano: “Non avevamo mai ballato prima di questa esperienza. È stato difficile. All’inizio eravamo imbarazzate poi, con il sostegno del gruppo, siamo riuscite a superare un po’ di reticenza. Ci è piaciuto molto, lo rifaremmo subito”. Un’altra giovane donna: “Abbiamo proposto questa performance, la prima volta, nel carcere e una persona si è avvicinata per ringraziarci, perché in quei minuti si è sentita libera, leggera, lontano”. Il progetto dura ormai da 14 anni e ha coinvolto negli anni centinaia di detenuti e detenute: “Abbiamo l’occasione di offrire la possibilità alle persone detenute di rientrare in contatto con le persone esterne - ha continuato Gussago -, è importante questa riconnessione con il tessuto esterno perché alla fine della pena dovranno ritornare lì e dovranno sentirsi accolte. Abbiamo una serie di elementi in più: la percezione e la consapevolezza dello spazio e del tempo, importanti da traferire nella quotidianità per avere la capacità di rispettare il tempo e lo spazio dell’altro”.










