www.bresciaoggi.it, 1 aprile 2015
È scoppiata una rissa ieri mattina all'interno del carcere di Canton Mombello. Cinque detenuti albanesi e uno di origine tunisina hanno dato vita a un violento litigio. Coinvolte anche due guardie penitenziarie intervenute per sedare gli animi, che sono finite al Pronto soccorso per le ferite riportate al viso e alle braccia (guaribili in cinque giorni). Contusi anche alcuni detenuti.
Per la Fp-Cgil di Brescia "quanto accaduto stigmatizza un'inefficienza del sistema penitenziario in cui la sicurezza e l'incolumità dei lavoratori della Polizia Penitenziaria non viene garantita, anzi viene messa a repentaglio dal momento che vi è una sofferenza di organico in tutti i ruoli, ma anche e soprattutto con il mancato adeguamento strutturale che preveda l'impiego di mezzi tecnologici per garantire la sicurezza sia dei ristretti che dei lavoratori medesimi. Ormai da troppi anni - ricorda inoltre il sindacato - la Fp Cgil ha gridato, invano, la necessità di chiudere quella struttura ormai vetusta".
Se le rappresentanze degli agenti lanciano l'ennesimo allarme, la direzione del carcere ridimensiona l'accaduto, ricordando come l'impegno è costante e la sicurezza anche in occasione della rissa "non è mai venuta meno". "Stiamo parlando di un carcere, quindi di una realtà in cui convivono persone abituate a un certo stile di vita - ha spiegato la direttrice Francesca Gioieni. Di solito riusciamo a prevenire le tensioni, smistando i detenuti di etnie diverse. L'importante è che nessuno abbia riportato lesioni gravi.
La causa della lite non era legata né a dinamiche di sorveglianza né a carenze di personale. Gli agenti erano due in quel reparto, sei suddivisi sui 4 piani, 60 in tutto il carcere". Sul caso è intervenuta Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza: "La mia solidarietà - ha detto - va agli agenti e a Francesca Gioieni che sta facendo miracoli in un ambiente che va rifatto da cima a fondo".










