bsnews.it, 6 settembre 2026
Sette detenuti su dieci hanno problemi di tossicodipendenza, mentre più della metà della popolazione carceraria è composta da cittadini stranieri. Sono due dei dati che descrivono la situazione nelle carceri bresciane e che, insieme al sovraffollamento, restituiscono la complessità della gestione quotidiana del Nerio Fischione e di Verziano. Le percentuali assumono un peso ancora maggiore se rapportate alle presenze complessive. Nei due istituti risultano infatti 508 detenuti, nonostante una capienza regolamentare complessiva di 252 posti e - ovviamente - il problema principale (già oltre l’emergenza) è quello di Canton Mombello. Il dato sulla tossicodipendenza è quello numericamente più rilevante: il 70% dei detenuti presenta problemi legati alle dipendenze da sostanze.
Si tratta di una condizione che coinvolge quindi una larga maggioranza della popolazione ristretta e che richiede interventi sanitari, psicologici e trattamentali specifici. A questo si affianca la composizione per nazionalità. Il 55% dei detenuti è straniero. Più di una persona ristretta su due, dunque, proviene da un altro Paese. Un elemento che rende particolarmente significativo un altro numero contenuto nella fotografia degli istituti bresciani: i mediatori culturali di ruolo sono zero.
Al Nerio Fischione più del doppio dei posti disponibili - A rendere ancora più difficile il quadro è il sovraffollamento.
Nel Nerio Fischione sono presenti 384 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti. Sono 202 persone in più rispetto ai posti previsti, con un rapporto tra presenze e capienza che raggiunge circa il 211%. Anche Verziano si trova ampiamente sopra la propria disponibilità regolamentare. I detenuti sono 124 per 70 posti, 54 in più della capienza indicata. Il tasso di affollamento è quindi nell’ordine del 177%. Sommando i due istituti, i posti regolamentari sono 252 e i detenuti 508: 256 presenze oltre la capienza, con un livello complessivo di affollamento superiore al 200%. Il sovraffollamento si intreccia così con una popolazione detenuta nella quale risultano particolarmente diffuse le dipendenze e consistente la componente straniera. Tre fattori differenti, ma che incidono contemporaneamente sulle esigenze sanitarie, educative e organizzative delle strutture.
Quattro psicologi e quattro educatori - Anche i numeri relativi alle figure professionali consentono di inquadrare le risorse disponibili. Per i due istituti bresciani risultano complessivamente quattro psicologi e quattro educatori, a fronte di oltre cinquecento detenuti. Sul versante della Polizia penitenziaria, la situazione varia invece tra le due carceri. Al Nerio Fischione risultano 218 unità sulle 227 previste, con nove posti scoperti. A Verziano sono presenti 72 agenti rispetto a un organico previsto di 95, con una carenza di 23 unità. Complessivamente si arriva quindi a 290 unità rispetto alle 322 previste, con 32 posti non coperti.
La visita degli avvocati - Su questa realtà si è concentrata anche la visita effettuata il 31 agosto al Nerio Fischione. Circa cinquanta persone, tra legali della Camera penale di Brescia e rappresentanti dell’Osservatorio dell’Ucpi, sono entrate nell’istituto. Alla delegazione si sono aggiunti anche appartenenti all’Ordine degli avvocati. L’iniziativa ha consentito di osservare direttamente una struttura nella quale il numero dei detenuti è ormai superiore al doppio della capienza regolamentare. La fotografia che emerge dai dati non riguarda quindi soltanto la disponibilità delle celle. Il 70% di persone con problemi di tossicodipendenza e il 55% di detenuti stranieri pongono esigenze specifiche sul fronte sanitario, psicologico, educativo e della mediazione, proprio mentre l’istituto più grande, il Nerio Fischione, ospita oltre due persone per ogni posto regolamentare. Ed è il contrasto tra queste necessità e le risorse indicate a rappresentare uno degli aspetti più significativi: 508 detenuti, quattro educatori, quattro psicologi e nessun mediatore culturale di ruolo nei due istituti bresciani.









