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brindisireport.it, 26 agosto 2026

Dalla presenza di detenuti con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza al “reparto accoglienza”. Nella casa circondariale di via Appia ci sono comunque aspetti positivi. In alcune celle ci sono fino a cinque detenuti. Il caldo afoso di questo ultimo scampolo d’agosto lo soffrono tutti, nelle proprie case o al mare. Figurarsi chi da quella cella non può uscire e non può fruire dell’aria condizionata. L’ora d’aria, poi, la si passa in un cortile. Cemento dentro, cemento fuori: quello dei palazzi nei pressi di via Appia. Una delegazione della Camera Penale di Brindisi “Oronzo Melpignano” ha bissato la visita del 10 agosto scorso.

“I dati del sovraffollamento, che sfiorano il 100 per cento, sono in linea con quelli delle altre carceri italiane”, spiega il presidente della Camera Penale brindisina, Ladislao Massari. Si è presentato ieri (lunedì 24 agosto 2026), insieme a una delegazione composta dagli avvocati Roberta Rutigliano, Giacomo Serio (vice presidente), Massimo Murra, Annapaola Caniglia, Euprepio Curto, Gabriella Dell’Aquila e Agnese Guido. Nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto” (dell’Unione delle Camere Penali Italiane), la seconda visita - autorizzata dal Dap - è servita per “completare” la prima. In quell’occasione, era stato fornito un questionario - spiega il presidente Massari - per ottenere dati e informazioni puntali, da far convergere in una rilevazione nazionale. “Il numero dei detenuti con tossicodipendenza o con problemi psichiatrici è alto”, chiosa il penalista.

E poi c’è la questione del “reparto accoglienza”, dove vengono destinati i detenuti in attesa di essere assegnati alle varie sezioni. O dove vanno coloro che mettono a rischio la sicurezza o l’ordine all’interno delle carceri. Ecco, quella sezione non è stata ristrutturata. E i servizi igienici risultano inadeguati. Dopotutto, queste “visite” da parte delle Camere Penali servono a sensibilizzare la popolazione sulle condizioni di chi è privato della libertà personale.

Poi, ci sono anche gli aspetti positivi, in via Appia, come sottolinea l’avvocato Roberta Rutigliano: “Per fortuna ci sono pochi atti di autolesionismo. E le attività collaterali stanno dando i propri frutti - spiega - Ci sono stati diversi diplomati. Ma i problemi che saltano all’occhio sono quelli medici, specialmente per le visite specialistiche. E il caldo. Alcuni detenuti risolvono acquistando, a proprie spese, ventilatori. Ma non tutti possono permetterselo”, conclude.