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unogenio.it, 19 ottobre 2025

Convivenza civile e sociale: studenti di IISS Majorana e Liceo Palumbo incontrano i detenuti del carcere di Brindisi. Fare incontrare due mondi apparentemente lontani, due ambienti che appaiono quasi in contrapposizione l’uno con l’altro, ma che nascondono potenzialità inesplorate e similitudini. È da qui che prende vita il progetto dell’Associazione “SinP”, Sociologia in Progress ODV, dal titolo “Parliamo di convivenza civile e sociale”. Il progetto, giunto alla sua 11ª edizione, è rivolto agli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado da un lato e ai detenuti della casa circondariale di Brindisi dall’altro.

Un progetto fuori dagli schemi che stimola l’incontro tra due mondi diversi che a turno, frequenteranno l’uno il mondo dell’altro. Quest’anno nel progetto, che ha preso il via nelle scorse settimane, sono coinvolte 11 classi dell’IISS Majorana e 2 del Liceo Palumbo, oltre 300 studenti.

Valori e metodo - La sociologa e criminologa Maria Nimis e la sociologa Nunzia Conte, sono le guide che cercano di facilitare l’interiorizzazione dei valori che stanno alla base della convivenza civile, prestando attenzione ai personali comportamenti quotidiani all’interno della comunità di appartenenza, stimolando sia negli studenti che nei detenuti, la consapevolezza che le norme non devono essere rispettate solo per evitare di incorrere in una sanzione, ma perché da questo rispetto si ricavano evidenti vantaggi.

Il progetto si articola in quattro interventi formativi sui due fronti coinvolti, quello scolastico e quello penitenziario. È nel contesto scolastico che viene svolto il maggior carico di lavoro. Gli studenti delle classi quarte, affiancati dall’esperta dell’associazione che propone il progetto, hanno compilato un questionario per raccogliere dati riguardanti la percezione di legalità ante et post progetto. Successivamente hanno analizzato e discusso l’ordinamento scolastico con la possibilità di evidenziarne e discuterne eventuali inadeguatezze con apertura di spazi dedicati a proposte migliorative. Per arrivare preparati all’incontro con i detenuti, gli studenti hanno visionato un video, una testimonianza di vita carceraria che suscita riflessioni profonde e offre spunti di dialogo.

Il percorso, alquanto coinvolgente e per certi versi innovativo, offre una interessante occasione agli studenti che varcheranno nelle prossime settimane le porte dell’istituto penitenziario brindisino per incontrare i “colleghi” di progetto e interfacciarsi attraverso domande e scambio di opinioni. Gli obiettivi specifici puntano a promuovere l’assunzione di comportamenti corretti, rispettosi di sé, degli altri e dell’ambiente che ci circonda, a favorire la formazione di cittadini responsabili, a sviluppare capacità critiche e consapevolezza delle proprie scelte.

Chi ha vissuto negli anni passati questa esperienza racconta di momenti di crescita personale e di maggiore consapevolezza su valori quali il rispetto e la civile convivenza. Perché se è vero che il futuro si costruisce mattone su mattone, è anche vero che inciampare e poi rialzarsi fanno parte di questa crescita, e l’iniziativa dell’Associazione “SinP” è parte attiva in questo processo di crescita e consapevolezza.