brindisireport.it, 18 febbraio 2026
Presentata l’iniziativa che punta a coordinare istituzioni, Asl e servizi sociali per garantire il diritto agli affetti e contrastare la “vittimizzazione secondaria”. Mettere al centro i bambini e il loro diritto a mantenere un legame con i genitori, nonostante le sbarre. È questo l’obiettivo ambizioso del nuovo protocollo di intesa a tutela dei figli delle persone private della libertà personale, presentato oggi alla presenza dei vertici della Provincia di Brindisi. Secondo Valentina Farina, garante dei diritti delle persone private della libertà per la provincia di Brindisi, il protocollo rappresenta un “atto dovuto” per evitare che i figli dei detenuti subiscano politiche di vittimizzazione secondaria.
L’iniziativa non resterà un mero documento d’intenti, ma darà il via a un lavoro di partecipazione e concertazione che coinvolgerà i sindaci del territorio e, in modo particolare, l’Asl. L’obiettivo è creare un ponte diretto tra la casa circondariale di Brindisi e le strutture sanitarie esterne, come i consultori, i centri per la famiglia e i Serd, affinché possano attuare interventi di potenziamento all’interno del carcere. Tale supporto si rende necessario anche alla luce delle criticità rilevate nel tempo, come l’alto tasso di suicidi e la gestione di detenuti con problematiche psichiatriche rilevanti. “I legami affettivi dovrebbero potenziare quella che oggi rappresenta la responsabilità istituzionale più importante”, ha sottolineato Farina.










