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di Paul Oliviery*

Corriere della Sera, 23 dicembre 2025

Le festività e l’aria di Giuseppe Verdi, la forza di “ricordare che là fuori c’è qualcuno che ti ama e che ti aspetta: sono nato libero, voglio continuare a sorridere e far capire a chi come me è rinchiuso, e a mia moglie che tra breve partorirà, che la vita va oltre il buio”. Una lettera dal carcere: “Va’ pensiero” oltre il muro, la conquista della felicità. Scrivendo nel silenzio ascolto il vento. E attraverso la finestra della cella il tram sulle rotaie che se ne va. E le automobili in movimento. Seduto al tavolino osservo la sezione mentre i miei compagni dormono ancora. L’appuntato passa camminando senza far rumore, anche se il dondolio delle chiavi si fa sentire. Allora pensi al fatto che nonostante tu sia chiuso in questa stanza la tua mente ti trasporta lì fuori.

Va’ pensiero, cantavano i prigionieri dell’opera di Verdi. Il pensiero sa trasportarti in libertà. E ti dà la possibilità di sentirti vivo. Ti fa ricordare che lì fuori c’è qualcuno che ti ama e che ti aspetta. Sa farti sentire positivo, sorridendo a chi ogni mattina risponde al tuo buongiorno con un sorriso. 

Penso che la mente possa andare oltre quello che stai vivendo. Ascolti i rumori del mattino e comprendi chiaramente che se vuoi puoi essere ovunque. Così ogni giorno vivi le tue ore nel migliore dei modi. Tra ordine, disciplina, pulizia, un buon caffè. Un paio di insulti a Cher, arrivato dall’Africa in Italia piano di speranza, e ora in cella con me. Due battute, qualche risata. Portando il tuo buon umore a chi ti sta intorno ti rendi conto che la positività che trasmetti ha il suo perché. 

Spesso sento la negatività di chi se la porta dentro tra pensieri e problemi legati alla criminalità e alla mancanza di libertà. So che per molti è dura. Anche per me lo è. Molto. Ma non posso farmi trasportare dalla negatività. Sono troppo folle, vado oltre i limiti e non vedo nessun tipo di barriere per me, sono nato libero e con tanta voglia di fare. Mi piace osservare e prendere dal negativo tutto il positivo che c’è, senza limiti ne confini. Perché per quelli come me non c’è niente che possa essere tolto. Niente della positività che mi porto dentro. 

Voglio continuare a sorridere giorno dopo giorno, senza fermarmi. Voglio far capire a chi come me è rinchiuso tra queste mura, e a mia moglie là fuori che a breve partorirà, che la felicità è la prima battaglia vinta. Come posso dire… Oggi è apparsa questa voglia di scrivere, di mettere il mio pensiero su un foglio di carta. Forse perché dedicare i tuoi pensieri a chi ti sta intorno e a chi ti leggerà aiuta a capire che non si è soli. E che la vita va oltre il buio. Ogni giorno il tuo Buongiorno, ogni sera la tua Buonanotte. E tra poche notti Buon Natale, non solo a te ma a tutti. Il carcere è in silenzio ora. Ma dal finestrone sento che la mia regina e la principessa che sta per nascere sono qui con me.

*Scritta a San Vittore, spedita da Bollate