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di Andrea Camurani

Corriere della Sera, 27 marzo 2022

Distrutte sette celle della sezione che ospita persone con problemi di natura psichica. Uno dei poliziotti intervenuti ha dovuto essere sottoposto a ventilazione con ossigeno.

Notte di fiamme e fumo nel carcere di Busto Arsizio in provincia di Varese con i Vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare per un’ora e mezza a causa di un incendio appiccato in due diversi momenti da alcuni detenuti maghrebini al pianterreno della struttura carceraria di via per Cassano Magnago. Il bilancio della serata, cominciata attorno alle 22 di venerdì e terminata a tarda notte è di una quindicina di agenti di polizia penitenziaria finiti all’ospedale, per tre di loro c’è una prognosi di dieci giorni, uno dei poliziotti ha dovuto essere sottoposto a ventilazione con ossigeno.

La rivolta - Tutto ha avuto inizio attorno alle 10 di sera quando un primo detenuto, apparentemente senza alcun motivo, ha appiccato le fiamme ad alcuni oggetti nella sua cella, fiamme subito domate con gli estintori da parte del personale di polizia in servizio al carcere. Poco dopo un’ora però, altri due detenuti che avevano manifestato nervosismo e intemperanze durante la giornata di venerdì hanno di nuovo acceso altri fuochi servendosi dei materassi: si tratta di prodotti ignifughi che hanno provocato un fumo tale da obbligare l’intervento dei vigili del fuoco arrivati con una “autopompa serbatoio” e un’autobotte attorno alle 23.30 con un intervento durato fino all’una e mezza. “Gli agenti hanno gestito la situazione con grande professionalità”, ha spiegato Orazio Sorrentini, direttore del carcere che ha spiegato in che condizioni versa la sezione interessata dall’incendio: “Le fiamme hanno completamente distrutto tre celle e reso inagibili le altre fino ad arrivare a un numero di sette. Si tratta di una sezione che ospita persone con problemi di natura psichica”.

La protesta del sindacato - Sul punto una nota del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria a firma del segretario regionale per la Lombardia Alfonso Greco specifica che “i responsabili di questo folle incendio sono detenuti rei di azioni simili, e questo è ancora più grave. I poliziotti sono stati eroici e non hanno temuto fiamme e intossicazione pur di scongiurare una strage”. Sempre secondo il sindacato, “molti dei detenuti appartenenti alla sezione incendiata hanno però partecipato al caos. Spente le fiamme, i detenuti sono stati fatti rientrare tutti nelle proprie celle, ma la sezione da cui è partito tutto è stata dichiarata, dai Vigili del fuoco, inagibile, per cui i detenuti che vi erano presenti sono stati spostati nella Sezione “quarantena”, unico reparto con posti disponibili”. Il carcere di Busto Arsizio, dal quale il personale della polizia penitenziaria aveva sventato un tentativo di evasione non più tardi di qualche settimana fa conta circa 400 detenuti e 170 agenti.