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di Angela Grassi

 

La Prealpina, 10 novembre 2020

 

Due casi finora. In via per Cassano colloqui ridotti e tamponi per il personale. Solo due positivi,

identificati appena dopo l'arresto e il trasferimento in via Per Cassano. Da lì, immediato lo spostamento in altre sedi carcerarie deputate ad accogliere, in Lombardia, reclusi alle prese con il Covid. Alla casa circondariale bustese per il momento la situazione appare sotto controllo. "Sono arrivati due casi positivi - conferma la comandante della polizia penitenziaria Rossella Panaro - ma abbiamo attuato i protocolli di isolamento previsti. Non abbiamo finora incontrato particolari difficoltà".

Ogni settimana, Panaro incontra i detenuti insieme con il dirigente sanitario interno e con il direttore Orazio Sorrentini. "Spieghiamo a tutti le ultime novità e le misure che di conseguenza vengono prese - chiarisce quest'ultimo - La cosa più importante e delicata riguarda i colloqui: siamo in attesa di direttive dagli uffici superiori, al momento i colloqui visivi sono stati ridotti ma si fanno. Con tutte le cautele del caso, da mesi abbiamo installato dei plexiglass e sia il detenuto sia la persona ammessa a vederlo indossano mascherine. Ora è consentita una persona alla volta, non possiamo far entrare minorenni e ultra 65enni".

Il problema è chiaramente chi arriva da fuori. "I due casi positivi erano due neo arrestati, provenivano dall'esterno - dice Sorrentini - Seguendo i protocolli abbiamo stabilito cosa fare, una volta emersa la positività durante l'isolamento precauzionale assoluto, sono stati inviati nei reparti allestiti sia a San Vittore sia a Bollate. È quanto previsto dal dipartimento: ci sono reparti preposti in altre carceri lombarde". Al momento i detenuti accolti sono 360, più o meno stabili rispetto al calo del lockdown, che aveva segnato anche una riduzione dei reati e, quindi, dei nuovi arrivi.

"Sicuramente i detenuti sono calati, sono molti meno rispetto alla storica situazione di sovraffollamento ma non registriamo un ulteriore calo - spiega il direttore - Di recente il ministro della Giustizia si è espresso valutando l'idea di liberare in detenzione domiciliare dei reclusi che scontino condanne per reati minori e abbiano davanti un fine pena inferiore ai 18 mesi.

Al momento la decisione spetta alla magistratura di sorveglianza, ma nessuno è stato mandato a casa. Era stato anche ventilato, sempre su decisione della magistratura di sorveglianza, che chi vive in regime di semilibertà potesse dormire a casa, ma non ci riguarda perché non abbiamo casi del genere". Insomma, si attendono normative che ancora non sono state emanate. Nel frattempo, in via per Cassano tutto il personale e la polizia penitenziaria dovrebbe sottoporsi a tampone, grazie a quanto previsto dall'Asst Valle Olona.