di Christian Sormani
Il Giorno, 24 settembre 2026
La musica torna dietro le sbarre della Casa Circondariale di Busto Arsizio. Domani alle 18, il carcere di via per Cassano ospiterà “Rock oltre i confini”, appuntamento inserito nel calendario di BA Cultura per l’Estate e realizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Sono una cinquantina gli ospiti esterni che hanno effettuato la prenotazione per assistere al concerto insieme ai detenuti. Un appuntamento che Palazzo Gilardoni considera parte di quel percorso di collaborazione tra la città e la struttura penitenziaria, attraverso iniziative capaci di creare occasioni di incontro anche in un luogo caratterizzato inevitabilmente da forti separazioni. A esibirsi sarà la Staff Room, formazione composta dagli insegnanti del centro Musicale Concertare. Sul palco Andrea Natoli al pianoforte, Angelo Farolli alla batteria, Silvano Bertula al basso e Luca Musso alla chitarra. A completare la formazione saranno le voci di Anna Marcolongo e Demetra Gamberoni.
Il repertorio accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale dagli anni Settanta fino ai giorni nostri, con celebri brani riproposti attraverso arrangiamenti in chiave pop e rock. Un programma pensato per coinvolgere generazioni diverse e trasformare il concerto in un momento di condivisione. La serata sarà aperta ai detenuti e a un numero limitato di spettatori maggiorenni provenienti dall’esterno. Per entrare nella struttura era necessario effettuare la prenotazione entro il 15 settembre, attraverso una procedura specifica legata alle esigenze di sicurezza del carcere. Le richieste hanno raggiunto quota 44. L’appuntamento di domani si inserisce in un percorso già avviato negli ultimi anni dalla Casa Circondariale di Busto Arsizio. La struttura ha infatti ospitato diverse iniziative culturali, dalle presentazioni di libri alle mostre, fino agli spettacoli musicali inseriti anche nel calendario dei festival cittadini. Un dialogo tra carcere e città che prosegue dunque attraverso la musica. “Rock oltre i confini” punta infatti non soltanto sull’intrattenimento, ma sulla possibilità di creare un momento condiviso tra persone che vivono quotidianamente realtà profondamente diverse, facendo della cultura uno strumento di incontro.









