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di Valentina Reggiani

Il Giorno, 23 settembre 2022

L’uomo ha raccontato l’episodio tramite il suo legale. Il direttore del penitenziario: avviata un’indagine interna. Sarebbe stato sottoposto a violenze sessuali da parte di un medico del penitenziario in cui si trova ristretto.

Dopo la violenza, sotto choc per l’accaduto, avrebbe tentato il suicidio. Presunta vittima delle molestie avvenute all’interno della casa circondariale di Busto Arsizio un 30enne brasiliano, finito in carcere a seguito di reati contro il patrimonio. Il giovane, particolarmente scosso, avrebbe trovato il coraggio di raccontare l’accaduto al proprio legale di fiducia, che ha subito depositato la denuncia nell’ufficio del comando della casa circondariale ma anche in Procura.

Dalla direzione della casa circondariale fanno sapere di aver ricevuto la segnalazione della vicenda che ora è oggetto di una verifica interna. Ma cosa sarebbe accaduto esattamente all’interno dell’ambulatorio, presunto teatro delle avances sessuali prima e della violenza poi? Il giovane ha spiegato di essere stato chiamato ad agosto scorso nell’ambulatorio dell’istituto appunto per eseguire una radiografia al mignolo, essendosi infortunato qualche giorno prima mentre svolgeva attività in palestra. Giunto in ambulatorio il medico presente - a lui sconosciuto - lo avrebbe accolto iniziando subito una “ambigua” conversazione sul fatto di essere stato in Brasile. “Mi ha chiesto di spogliarmi - spiega nella denuncia il giovane - e mi ha toccato”.

“Una volta arrivato accanto al macchinario - continua il racconto - ha iniziato a dirmi che ero bellissimo, che avevo dei bei muscoli e che mi voleva”. Il trentenne sottolinea poi di essere stato toccato in tutte le parti del corpo e, messo in ginocchio accanto al macchinario radiografico, di essere stato “bloccato”. “Ha iniziato a strusciarsi su di me - ha denunciato ancora - ho cercato di svincolarmi ma lui ha continuato a farmi complimenti spinti”. Secondo le accuse del detenuto il medico lo avrebbe poi spogliato, molestato sessualmente e si sarebbe tolto a sua volta i vestiti.

“Mi ha detto di stare zitto, altrimenti avrebbe dato la colpa a me - racconta ancora il giovane nella denuncia - ed io ero pietrificato. Il medico ha cambiato espressione e si è arrabbiato perché non ero consenziente e mi ha chiesto poi di far finta di farmi male per tornare da lui”. Ora è stata aperta un’indagine interna per chiarire l’accaduto. Il ragazzo, pochi giorni dopo le presunte violenze, avrebbe anche tentato il suicidio. “Nella struttura di Busto Arsizio i problemi sono tanti - spiega il legale del detenuto, l’avvocato Simonetta Lo Re - sovraffollamento, carenza di educatori e di qualsivoglia attività trattamentale”.