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varesenoi.it, 18 ottobre 2022

La Valle di Ezechiele, cooperativa sociale con sede legale nel penitenziario di Busto Arsizio, torna a proporre, per il terzo anno, i suoi Cesti di Natale, con prodotti alimentari delle imprese sociali che operano nel tessuto degli Istituti di pena di tutto lo stivale: da Palermo a Sondrio, letteralmente.

In due anni di attività, ben 12 sono le persone detenute che abbiamo preso a lavoro, portandoli verso una vita nuova. Nessuno di loro ha commesso nuovi reati; tecnicamente si dice: tasso di recidiva di reato dello 0%! Si tratta di persone prossime al fine pena, meritevoli di fiducia per il loro virtuoso percorso carcerario, che il magistrato autorizza a terminare di scontare la parte finale della loro condanna esternamente al penitenziario.

Vi sono tre cesti in sacchi di juta: ricordano una “refurtiva” di preziosi. Un quarto in una pregevole cassetta di legno. Portano i nomi dei Re Magi, compreso il 4o, che la leggenda dice essere arrivato tardi, per aver sperperato il regalo per i poveri. Ci piace. I Re Magi portarono doni a Gesù. Così questi sacchi vorrebbero portare i pensieri di Natale di quanti li acquisteranno ai loro cari. Non ci siamo accontentati, nella composizione dei cesti, di accogliere i prodotti che arrivano da tutt’Italia. Abbiamo voluto intessere qualche audace e promettente relazione con imprenditori del territorio.

Così è nata la collaborazione con lo storico panificio “Colombo 1933” di Busto Arsizio: l’anno scorso ha accolto una persona a lavoro…e quest’anno, vinta ormai ogni remora grazie alla buona esperienza vissuta, sta per accogliere il secondo. Alle loro mani è affidata la creazione dei nostri panettoni. Il birrificio “The Wall” sta per accogliere una persona dal penitenziario bustocco nei suoi stabilimenti produttivi a Venegono Inferiore, per la nostra Birra di Natale.

I nostri cesti sanno di Varese e dei progetti di rinascita che qui si celebrano. Papa Francesco, nel recente discorso ai membri della Fondazione Centesimus Annus, ha dichiarato: “La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, no, così la si “anestetizza” ma non la si combatte. Come già dicevo nella Laudato si’, “aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte alle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro” (n. 128). La porta è il lavoro: la porta della dignità di un uomo è il lavoro”. Ci sentiamo pienamente nelle parole del Santo Padre, per altro citate anche dal neo eletto Presidente del Senato, nel suo discorso di insediamento. In due anni questi cesti hanno inserito nel circuito delle cooperative carcerarie di tutto lo stivale ben 53.000 euro: valore investito non in assistenzialismo, ma in lavoro. Acquistando i nostri Cesti di Natale non si fa la carità: si dà lavoro!

Il 25 ottobre sarà passato un anno dall’inaugurazione della nostra cooperativa, con il taglio del nastro operato dalla Ministra Cartabia. Ricevette il nostro cesto e la prima cassetta “Artaban”. Ci auguriamo di poter incontrare anche chi le succederà in via Arenula, certi di continuare a essere “ossigeno per il governo”, come lei definì allora la nostra piccola e speranzosa realtà. Con l’augurio di essere insieme un segno profetico di rinascita, che ben si accompagna al Natale del Bambino Gesù ed è per altro racchiuso nel nome della nostra cooperativa (la rinascita delle ossa inaridite, descritta nel capitolo 37 del Libro di Ezechiele).

Il catalogo si può visionare qui: https://www.lavallediezechiele.org/cesti-di-natale/ Prenotazioni sempre alla stessa pagina del nostro sito rigorosamente entro il 31 ottobre (dobbiamo far arrivare la merce, confezionare, spedire). Si può prenotare come persone fisiche e come persone giuridiche. Quest’anno è possibile far inviare direttamente a noi i cesti, con un biglietto personalizzato (esigenza avanzata da molti l’anno scorso).