sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

www.varesenews.it, 20 marzo 2015

 

La denuncia del sindacato autonomo di polizia penitenziaria: "Marchese ha ferito diversi agenti e ha tentato di togliersi la vita in cella". Per il direttore Sorrentini si sarebbe trattato di una simulazione.

Salvatore Marchese, l'uomo arrestato per aver sparato a tre carabinieri all'interno della caserma di Gallarate, torna ad essere protagonista della cronaca. Fino a ieri detenuto all'interno del carcere di Busto Arsizio, dopo la convalida dell'arresto da parte del giudice per le indagini preliminari Nicoletta Guerrero, da oggi è stato trasferito nel carcere di San Vittore dopo che ha tentato di suicidarsi con un lenzuolo e ha aggredito gli agenti di Polizia Penitenziaria intervenuti. La notizia è stata diffusa dal segretario del Sappe Donato Capece: "Marchese ha aggredito in più occasioni alcuni poliziotti penitenziari (uno dei quali necessita di intervento chirurgico) e poi ha tentato in suicidio in cella".

Capece sottolinea che il fatto è accaduto in questi ultimi giorni, anche se "fin dal primo ingresso in carcere l'uomo è apparso da subito agitato e scontroso. Domenica ha prima colpito con un pugno al volto l'Agente di servizio sul piano detentivo, senza alcuna ragione: poi si è rifiutato di entrare in cella dopo la doccia ed i passeggi. Ieri, mercoledì, prima ha tentato il suicidio impiccandosi e poi, una volta fermato in tempo dai poliziotti, ha picchiato un ispettore che lo stava accompagnando in infermeria e tre agenti, uno dei quali deve ora essere operato", spiega Capece, che plaude "alla professionalità dei poliziotti che hanno impedito conseguenze più gravi" ed esprime loro "solidarietà e vicinanza". Il direttore del carcere bustocco Orazio Sorrentini ha confermato la circostanza ma anche sottolineato che "il tentativo di suicidio è stata una simulazione e che non vi era la reale intenzione di togliersi la vita".

Il Sindacato autonomo denuncia che "il carcere di Busto Arsizio risulta sulla carta coperto da servizio psichiatrico, ma a febbraio si è dimesso il medico psichiatra ed il servizio non è pertanto assicurato". E mette in evidenza "la professionalità, la competenza e l'umanità che ogni giorno contraddistingue l'operato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria con tutti i detenuti per garantire una carcerazione umana ed attenta pur in presenza ormai da anni di oggettive difficoltà operative, le gravi carenze di organico di poliziotti, le strutture spesso inadeguate. Attenti e sensibili, noi poliziotti penitenziari, alle difficoltà di tutti i detenuti, indipendentemente dalle condizioni sociali o dalla gravità del reato commesso. Per questo le aggressioni che subiamo, come quelle di Busto Arsizio, sono gravissime, inaccettabili e vergognose".