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cagliaripad.it, 12 maggio 2026

Caligaris: “Solo due psichiatre per 750 persone”. L’associazione Socialismo Diritti Riforme denuncia la carenza di psichiatri nella struttura cagliaritana: una sola specialista per centinaia di detenuti con disturbi psichici. Cresce la preoccupazione per le condizioni dell’assistenza psichiatrica nel carcere di Cagliari-Uta. A lanciare l’allarme è l’associazione Socialismo Diritti Riforme, che segnala una situazione ormai critica all’interno della Casa Circondariale “Ettore Scalas”, dove il numero di specialisti dedicati alla salute mentale sarebbe insufficiente rispetto alle necessità della popolazione detenuta.

A intervenire è la presidente dell’associazione, Maria Grazia Caligaris, che riferisce di numerose segnalazioni ricevute da detenuti costretti ad attendere tempi molto lunghi per ottenere visite specialistiche. Secondo Sdr, nel penitenziario - che ospita mediamente tra 740 e 750 persone - una parte significativa dei detenuti presenta problematiche psichiche o legate alle dipendenze. Nonostante questo, sarebbero operative soltanto due figure professionali: una psichiatra dedicata ai disturbi mentali e un’altra impegnata nell’ambito delle dipendenze patologiche.

“Desta viva preoccupazione la situazione della salute mentale nella Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta dove, a fronte di quotidiani gravi atti autolesionistici, evidenti segnali di un forte disagio psichico, il numero degli psichiatri è gravemente deficitario”, afferma Caligaris. La presidente dell’associazione evidenzia inoltre un’apparente contraddizione nei dati relativi all’organico sanitario della ASL 8 di Cagliari. Secondo quanto riportato nel piano triennale del personale pubblicato dall’azienda sanitaria, al 31 dicembre 2025 risultavano infatti presenti 89 psichiatri.

Per Sdr, un numero simile dovrebbe consentire un rafforzamento dell’assistenza anche negli istituti penitenziari, dove il disagio mentale tende ad aggravarsi a causa della detenzione e delle condizioni di isolamento. “È evidente infatti che la perdita della libertà - sottolinea la presidente - acuisce il disagio psichico esasperando i comportamenti disfunzionali”.

L’associazione richiama l’attenzione anche sul crescente numero di episodi di autolesionismo e sui tentativi di suicidio che si registrano all’interno del carcere, fenomeni che, secondo Sdr, richiederebbero un intervento urgente sul piano sanitario e organizzativo. “L’auspicio - conclude Caligaris - è che le problematiche della salute mentale nel carcere di Cagliari-Uta, che ormai ha raggiunto uno stato emergenziale, possano trovare la massima attenzione da parte della Asl 8”.