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socialismodiritti.it, 17 maggio 2021


"Sembra destinato a un ulteriore slittamento il trasferimento in Sardegna, nella Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Cagliari-Uta, dei detenuti in regime di 41bis, le persone ristrette in particolari condizioni di carcere duro. I lavori sono stati conclusi ma mancano alcuni servizi fondamentali per garantire appieno il funzionamento della struttura". Lo sostiene Maria Grazia Caligaris dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", che spesso ha posto l'accento sull'eccessivo numero di detenuti dell'alta e della massima sicurezza nei Penitenziari dell'isola.

"Il Padiglione del 41bis - osserva - dopo un lungo periodo di sospensione dei lavori, anche per una inchiesta della Procura di Cagliari, aveva ottenuto dei fondi aggiuntivi per il completamento delle opere, tanto che l'ex Ministro Bonafede aveva annunciato che entro il 2020 sarebbe stato pienamente operativo e si sarebbe proceduto al trasferimento di 92 boss portando dunque a 184 il numero in Sardegna dei ristretti nel regime del carcere duro.

In realtà i lavori non sono stati completati nel modo dovuto e la struttura non contempla al suo interno il Servizio Assistenza Intensiva (Sai - ex Centro Clinico), cioè una sorta di attrezzata Infermeria per le problematiche sanitarie dei reclusi e neppure gli Uffici della Matricola, separati ovviamente da quelli del carcere "normale". Non ancora risolto il problema del numero degli Agenti in servizio e dei Funzionari Giuridico Pedagogici, ridotti all'osso. È noto infatti che per la sicurezza nei Reparti 41bis operano gli Agenti del Gom (Gruppo Operativo Mobile), un corpo speciale della Polizia Penitenziaria istituito nel 1999, alle dipendenze del Dipartimento".

"Occorre anche considerare - fa notare ancora Caligaris - che nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, con una media di circa 580/600 ristretti, esiste anche una sezione di Alta Sicurezza ma non c'è un Vice Direttore mentre il Responsabile deve occuparsi anche della Casa di Reclusione di Isili e Lanusei. Il ritardo nell'inaugurazione del Padiglione 41bis non può quindi far dimenticare che la Sardegna accoglie attualmente un altissimo numero di detenuti di notevole spessore criminale (con appartenenti alla ndrangheta, mafia, terrorismo ed eversione), un altrettanto importante numero di persone con gravi disturbi della personalità e psichiatrici, che non ha sufficienti personale né penitenziario, né rieducativo, né amministrativo e non può contare neppure su un numero adeguato di Direttori (tra qualche mese resteranno solo 4 su 10 Istituti per un pensionamento)".

"L'auspicio - conclude l'esponente di Sdr - è che il Dipartimento non pensi, in piena estate e non appena conclusa la prima fase di vaccinazione dei detenuti, di promuovere un'azione di forza con il trasferimento senza preavviso. Non sarebbe la prima volta ma sarebbe adesso opportuna una maggiore attenzione da parte dei Parlamentari sardi. Alcuni segnali sembrano dare indicazioni su pericolose infiltrazioni criminali che non giovano all'economia locale né a una regione che punta molto su ambiente, cultura e turismo".