youtg.net, 9 luglio 2019
Venerdì 12 luglio lo scrittore romagnolo Cristiano Cavina incontrerà i detenuti di Uta per una lezione di scrittura creativa. Libri, storie e personaggi saranno al centro del confronto tra l'autore di Casola Valsenio (Ravenna) - vincitore di diversi premi letterari - e i reclusi che nel corso dell'anno hanno lavorato su testi e letture.
L'associazione Tusitala - da anni impegnata in attività con detenuti ed ex, in laboratori di lettura scrittura e messa in scena, attualmente nella Casa Circondariale di Uta con un nuovo corso su memoria e narrazione a partire dal quadro "Giochi di bambini" di Pieter Bruegel - ha invitato Cavina, presente in Sardegna per partecipare a Street Books, il festival del libro di Dolianova, a incontrare i detenuti della Casa Circondariale Ettore Scalas. Lo scrittore, che ha subito accettato, sarà impegnato assieme all'organizzatore del Festival Gianni Stocchino in un dialogo su tecniche e contenuti della scrittura.
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio (Ravenna) nel 1974 ed è cresciuto con la madre e i nonni materni. È scrittore per talento e pizzaiolo per passione. Parla di letteratura e scrive impastando farina, ha scritto otto romanzi più due dedicati ai ragazzi. "Alla grande" (2002) è stato letto e messo in scena in tutte le scuole d'Italia. Cavina ha vinto numerosi premi come scrittore.
"Fare le pizze è una disciplina della teoria del caos più che dell'arte culinaria. Non sempre le cose vanno come ci si aspetta. È impossibile prevedere in anticipo l'esito finale, anche partendo esattamente dagli stessi presupposti: stesso impasto, stesso forno e stesso condimento non producono la stessa pizza.
Anche minuscole variazioni portano a risultati completamente diversi. Un battito d'ali di farfalla in cucina potrebbe scatenare un uragano in Asia; figurarsi lo sbalzo di dieci gradi nella temperatura del vostro forno a gas. L'importante è saperlo, non prendere le cose troppo seriamente, ed essere pronti a metterci una toppa quando serve" - dal romanzo "I frutti perduti".










