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di Alessandro Pirina

La Nuova Sardegna, 8 settembre 2023

Libertà come filosofia di vita. Libertà nelle scelte personali e professionali, libertà di innamorarsi di una star del cinema, libertà di dire no a un certo modo di fare musica che contrasta con i suoi principi. Ma “Libertà” è anche il titolo del concerto che Manuel Pia, cantautore nato a Cagliari ma cresciuto a Ussana, terrà oggi nella casa circondariale di Uta. Un evento promosso dall’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv. Per Pia, in qualche modo, si tratta di un ritorno a casa. “Più di dieci anni fa sono stato il primo musicista a tenere un concerto dentro un carcere di massima sicurezza, in quella occasione Buoncammino - racconta -.

Tutto nacque grazie al sostegno della dottoressa Maria Grazia Caligaris, sempre attenta a questi temi. Ai tempi io avevo scritto un brano dedicato ai detenuti, intitolato appunto “Libertà”, a lei piacque e sposò l’idea di fare un concerto nel carcere”. Dopo dieci anni si ripresenta la stessa occasione. Il carcere oggi si trova a Uta, ma il titolo dell’evento resta tale e quale, “Libertà”. Manuel Pia, però non sarà da solo. Al suo fianco ci sarà una band, la Free Inside, nata dalla volontà di alcuni detenuti di dedicarsi alla musica.

“Quando mi è arrivata la proposta sono andato alla casa circondariale di Uta per fare un sopralluogo e il direttore mi ha presentato un gruppo di ragazzi che suona. Lì è scatta la molla: perché non ci esibiamo insieme?”. E così nel corso del concerto Pia eseguirà diversi brani tratti dalla sua nuova incisione, “Eocene”, realizzata con la collaborazione di Dalila Di Lazzaro, che è anche la sua compagna di vita. In scaletta anche alcune cover, Bob Dylan, Creedence, Pino Daniele, Nomadi, e una rivisitazione in chiave strumentale del “Nessun Dorma”. A fare da file rouge il brano “Libertà”, che colpì anche Maurizio Costanzo, che volle Manuel nella sua trasmissione su Rai Radiouno. Poi sarà il turno della Free Inside, con alcuni classici rock, da Neil Young a Jimi Hendrix. “Sogno di poter realizzare un tour nelle carceri sarde con la Free Inside, sarebbe un’esperienza bellissima”.

La scintilla con la musica scocca da bambino. “Di nascosto strimpellavo la chitarra di mio zio, finché non mi ha beccato e mi ha detto suonala quando vuoi. A casa mia si è sempre ascoltata grande musica: Guccini, De André, Pino Daniele. Sono stati la mia formazione cantautorale. Poi dopo l’artistico ho lasciato la Sardegna perché ai tempi offriva poco e a Fiseole ho preso il diploma in chitarra moderna”. E lì inizia a calcare i palchi al fianco di artisti importanti, da Steve Vai a Beppe Carletti, da Neffa a Paola Turci. “Mai dimenticherò quando ho aperto con i miei brani il concerto di Irene Grandi a Gesturi davanti a 21mila persone. In quei casi la gente aspetta l’artista, invece ci fu un applauso gigantesco anche per me”.

Dalila - L’incontro con la grande attrice è stato casuale, a una festa in un locale a Milano. “Sembravo destinato a incontrarla, già da ragazzino mi affascinava il suo spot del collirio, e poi avevo letto tutti i suoi libri. Mi ha sempre colpito, oltre la evidente bellezza, la sua eleganza. Mi sono avvicinato a salutarla e lei mi ha ripetuto alcuni aneddoti dei miei brani: mi aveva ascoltato attentamente. Qualche mese dopo scrissi il brano “Dalila”, glielo feci avere e da lì abbiamo iniziato a collaborare, a scrivere insieme, alcuni brani ancora chiusi nel cassettino, altri già usciti. E poi ci siamo innamorati”.

La battaglia - Pia ha fatto della musica la sua vita, ma in questo momento chi come lui ha fatto questa scelta non ha grandi opportunità. “Oggi in Italia non c’è più spazio per chi fa musica. Lo dico da cantautore. Ci sono l’urban, il rap, la trap, ma non c’è la musica. Ormai i grandi cantautori fanno i grandi numeri solo ai concerti grazie ai loro successi passati. E anche tutti i sistemi per fare passare la musica sono taroccati. Ultimamente ho rifiutato ingaggi importanti per suonare sulle navi da crociera, volevano mandare anche l’elicottero a prendermi. Ho detto no perché io voglio continuare la mia lotta perché noi cantautori dobbiamo avere più voce in capitolo. Oltre ovviamente per stare con la mia dolce metà”.