Redattore Sociale, 18 giugno 2019
Il Consiglio comunale approva una mozione presentata dal Gruppo socialista per creare la figura di garanzia delle persone private della libertà personale. Non avrà poteri effettivi, ma opererà per migliorare la qualità della vita dei reclusi.
Verrà nominato anche a Cagliari il Garante delle persone detenute: un'autorità di controllo della legalità nei luoghi di detenzione. Approvata all'unanimità in Consiglio comunale una mozione presentata nel luglio di due anni fa dal gruppo socialista composto fa Francesco Ballero e Raimondo Perra. "Dotata di autonomia e indipendenza - hanno spiegato i relatori - alla nuova autorità si potrà rivolgere il singolo detenuto per ottenere l'effettiva tutela dei propri diritti.
Una figura di cerniera tra la realtà carceraria e l'esterno. Svolge funzioni di osservazione e vigilanza e ha la facoltà di promuovere iniziativa e momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti dei detenuti". Approvata la mozione, inserita all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio anche se ormai datata, in Giunta già da qualche tempo si stava lavorando alla nascita del garante, ormai attivo in varie altre grandi città italiane tra cui anche Nuoro e Sassari.
"Gli ambito di intervento specifici - spiegano Ballero e Perra - si possono essere diversi. Dalle visite periodiche di controllo ai luoghi di detenzione, alle iniziative di ascolto dei problemi dei detenuti, maanche la pressione e collaborazione con le amministrazioni penitenziarie per risolvere eventuali problemi. Potrà anche effettuare denunce pubbliche in caso di violazioni delle leggi sull'ordinamento penitenziario o sui regolamenti degli istituti di pena".
Il Garante, rispetto a possibili segnalazioni (telefonate, e-mail, lettere) si rivolge all'autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli interventi e le azioni necessarie per il ripristino di eventuali diritti violati del detenuto violati. Una figura nuova e sperimentale, non ancora dotata di poteri effettivi e non prevista dall'ordinamento penitenziario, ma che servirà comunque per ridurre i disagi che attualmente pagano le persone condannate che devono scontare le pene in carcere.










