sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Ristretti Orizzonti, 9 febbraio 2015

 

"Sono ritornati nella Casa Circondariale cagliaritana una trentina di detenuti che erano stati trasferiti a Sassari-Bancali, oltre due mesi fa, per favorire lo spostamento in giornata dei reclusi dal carcere di Buoncammino a quello di Uta".

Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", che si era fatta interprete del disagio espresso dalle famiglie per effettuare regolari colloqui a causa della distanza e dei costi dei viaggi.

"È per noi un sollievo - hanno detto i parenti dei detenuti esprimendo soddisfazione per il ritorno a Cagliari-Uta dei propri cari - non dover affrontare una trasferta lunga e disagevole per poter incontrare i nostri familiari ristretti. Nelle ultime settimane abbiamo affrontato le difficoltà consapevoli che si trattava solo di un sacrificio transitorio, ma ormai non riuscivamo più a sostenere la fatica e la spesa. Desideriamo quindi ringraziare il Provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria di aver accolto la nostra richiesta".

"Garantire regolari rapporti con i familiari ai cittadini privati della libertà - osserva Caligaris - non è soltanto un'esigenza condivisibile, ma necessaria proprio per rendere più incisiva, come del resto recitano l'ordinamento penitenziario e le circolari ministeriali, l'azione rieducativa del carcere. È evidente che condizioni socio-economiche difficili condizionano negativamente la possibilità di svolgere regolari colloqui con i parenti generando nei reclusi instabilità emotiva ciò a maggior ragione in presenza di figli minori".

"Non si può del resto dimenticare - conclude la presidente di Sdr - che i detenuti hanno perso la libertà ma hanno diritto a coltivare i rapporti affettivi indispensabili per il loro reinserimento sociale. È altresì evidente che i loro parenti non devono scontare alcuna pena come implicitamente accade quando viene meno il rispetto della territorialità".