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di Anna Foti

ilreggino.it, 2 maggio 2026

“Ci rendiamo conto che dare una seconda chance, attraverso un lavoro, equivale per le persone detenute a ricevere una nuova possibilità di vita. Una possibilità che riguarda anche le loro famiglie, che fuori aspettano e anche loro spesso vittime di pregiudizi e in una condizione di fragilità ignorata. Dare fiducia e dare un lavoro ai loro congiunti detenuti è una speranza anche per loro”. Valeria Votano, rappresentante dell’associazione Seconda Chance in Calabria, ospite della nuova puntata di A tu per tu negli studi del Reggino.it, racconta la sua esperienza di volontariato e di impegno che creare ponti tra il carcere e la società civile, intercettando opportunità di lavoro per persone detenute che possano lavorare fuori, per persone che stiano eseguendo fuori la loro pena e per persone che abbiano scontato la loro pena.

“Siamo in rete con gli istituti penitenziari di Vibo Valentia, Laureana, Locri e Reggio, con le carceri reggine di Arghillà e San Pietro. Questo, però, non significa che trascuriamo gli altri istituti in Calabria”. Seconda chance è un’associazione non profit del Terzo Settore nata nel 2022 su impulso dell’attività della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi per promuovere la legge Smuraglia (193/2000) che offre agevolazioni a chi assume detenuti, anche part-time o a tempo determinato. Essa ha all’attivo un protocollo di collaborazione con il dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria che riconosce “la qualità dell’intervento capace di attivare, su diversi distretti del territorio, positivi accordi con il mondo dell’imprenditoria al fine di attuare percorsi di inserimento lavorativo extramurario a beneficio di persone detenute”.

Lavoro e rieducazione - Una missione che contribuisce in modo sostanziale a rendere effettivo l’articolo 27 della Costituzione che, nel segno della funzione rieducativa della pena, invoca una detenzione durante la quale la persona svolga attività formativa e lavorativa finalizzata al suo riscatto e al suo reinserimento sociale una volta in libertà.

“Sulla scia dell’associazione nazionale anche le articolazioni regionali hanno sottoscritto dei protocolli anche al livello territoriale per esempio con l’Udepe, ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna, di Reggio e con l’istituto penale minorile di Catanzaro”, ha spiegato Valeria Votano, rappresentante di Seconda Chance Calabria. La ricerca di lavoro non è facile, specie in un territorio ad alto tasso di disoccupazione come quello reggino e calabrese. Inoltre, quando si propone di offrire un lavoro a una persona detenuta, spesso gli imprenditori hanno delle riserve. Il tema rappresenta un vulnus sul territorio.

I gravami della burocrazia - “Il mondo carcerario ha una sua burocrazia. Se già quella italiana è lenta quella del mondo carcerario lo è ancora di più. Anche solo per una donazione, l’iter può essere lungo. Un elemento che non è di particolare stimolo neppure per le imprese alle quali proponiamo di assumere persone detenute. Molti imprenditori - ha sottolineato Valeria Votano - temono controlli che potrebbero appesantire e rallentare la loro attività. In realtà questi controlli vengono espletati prima dell’assunzione e poi basta. Dopo l’unico controllo riguarda il detenuto che deve andare a lavorare e non altrove. Noi crediamo ancora molto nel porta a porta e nelle proposte che formuliamo presentandoci direttamente all’imprenditore che possa essere interessato ad assumere. E così procediamo anche a livello locale. A livello nazionale ci sono poi molte imprese che, anche a livello territoriale, collaborano e che credono in Seconda Chance come per esempio le catene Mac Donald’s a Catanzaro e Primark a Cosenza”.

Esperienze positive - “Molto positiva e significativa l’esperienza con la Fattoria della Piana nel reggino. Carmelo Basile, la figlia Federica - ha raccontato Valeria Votano, rappresentante di Seconda Chance Calabria - erano venuti proprio con me in carcere per incontrare i detenuti, perché avevano bisogno di un manutentore. Alla fine hanno assunto cinque persone. Un’esperienza che si è rivelata molto bella e profonda per tutti, sia per le persone detenute che per loro che continuano a ringraziarci. Una storia molto bella e tuttavia siamo consapevoli di quanto ci sia ancora da lavorare per creare opportunità di lavoro che coinvolgano la popolazione detenuta”. Seconda Chance siede al tavolo incardinato dallo scorso anno in Prefettura a Reggio e finalizzato a favorire il lavoro esterno. Una sinergia che sta già dando i primi frutti con i primi contratti sottoscritti.