lanuovacalabria.it, 4 luglio 2022
“La comunanza delle due esperienze professionali di avvocato e magistrato, diverse ma speculari, ci induce a rifuggire dal rispondere con pari violenza dall’attacco delegittimante lanciato dalle Camere Penali alla magistratura calabrese. Un intervento che addolora chi crede nelle istituzioni”.
A sostenerlo il coordinamento di Area Democratica per la giustizia di Catanzaro, rappresentato da Graziella Viscomi e Gabriella Reillo in riferimento alla nota delle Camere penali calabresi con la quale proclamano sciopero dalle udienze del 14 e 15 luglio: “Al contrario con forza e determinazione si vuole ricordare con quanta fatica e scarsità di mezzi si opera nei Distretti Calabresi.
Le costanti e gravi scoperture di organico, l’assenza di personale, le carenze dell’edilizia giudiziaria sono il precipitato di almeno un ventennio di riforme a “costo zero” che, qui al Sud, hanno aggravato una situazione organizzativa già sottodimensionata e precaria. Allontanare i cittadini dalla cultura della giurisdizione e dal rispetto per chi la esercita - proseguono oggi da Area Democratica - additando la magistratura della regione quale responsabile delle disfunzioni del sistema giustizia e facendo di tutte le erbe un fascio, generalizzando problematiche locali, costituisce un messaggio semplificato la cui portata populista non possiamo sottacere.
La giurisdizione penale non è sede di discrezionalità ed arbitrio piuttosto spesso ultimo strumento per il cittadino per far valere i propri diritti, denunciando situazioni di abuso e violenza. Gli operatori del diritto della regione, quali gli avvocati e i magistrati, piuttosto che “darsi contro”, hanno il dovere morale di impegnarsi affinché questa terra sia dotata di risorse adeguate che consentano ad entrambe le categorie di lavorare con dignità e nel reciproco usuale rispetto. Questa la battaglia di civiltà di cui si deve seriamente e unitariamente discutere”.










