di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 17 giugno 2025
Sono i primi episodi dopo l’istituzione del nuovo reato con il decreto sicurezza e le condizioni delle carceri italiane fanno temere che sia solo l’inizio. Verini (Pd): “Impossibile garantire la sicurezza, Nordio intervenga subito”. Alle sei del pomeriggio, quando esce dal carcere di Terni, il senatore del Pd Walter Verini, dice: “C’è stata una rivolta che poteva avere conseguenze molto gravi, un agente di polizia penitenziaria è rimasto ferito, ci sono decine di detenuti che stanno danneggiando le celle e colpito agenti, poteva finire in tragedia”.
Seicento detenuti in un penitenziario che ne potrebbe ospitare poco più di 400, temperature insopportabili nelle celle (fino a 40 gradi) e niente acqua. Sufficiente a far scattare una rivolta che, adesso, con l’istituzione del nuovo reato previsto dal decreto sicurezza appena entrato in vigore costerà caro ai detenuti.
La denuncia: “Situazione esplosiva” - Da Terni, a Spoleto, ad Aosta. E la facile previsione che, con le terrificanti condizioni delle carceri italiane e all’inizio di un’estate torrida, la stagione delle rivolte possa essere solo all’inizio. “La situazione è insopportabile, insostenibile. Con questo sovraffollamento e con il caldo, non si può garantire la benché minima sicurezza dei detenuti e degli agenti che svolgono il loro difficile lavoro. In tutto questo, cosa fa il ministro Nordio? Perché non va a visitare subito le carceri dove la situazione è più difficile e dove c’è bisogno di interventi urgenti e provvedimenti per colpire il sovraffollamento? È una preghiera più che una polemica. Ma lo faccia e alla svelta! La situazione è veramente una bomba e non può più essere tollerata”, la denuncia di Verini.
A Terni la situazione più grave. Il bilancio serale: un reparto interamente distrutto e un agente di polizia penitenziaria ferito. “La protesta è nata a seguito di un litigio durante una videoconferenza familiare di un detenuto, il quale, in preda alla disperazione, si è procurato un taglio alla gola. Un altro detenuto straniero, presente nei dintorni dello stesso reparto ha interpretato il gesto come una reazione a presunti maltrattamenti da parte del personale penitenziario anziché a motivi personali. Questa falsa convinzione ha innescato immediati disordini, rapidamente estesi a tutta la sezione di media sicurezza”, ricostruisce l’origine dei disordini, Fabrizio Bonino, segretario per l’Umbria del Sappe. I danneggiamenti hanno interessato telecamere, suppellettili e impianti elettrici. Sono stato appiccati incendi in più zone. Un agente ha riportato una ferita alla testa. Dopo ore di tensione gli agenti hanno ripreso il controllo dell’area isolando il reparto e utilizzando dispositivi di sicurezza per sedare la rivolta.
Spoleto: bombolette di gas incendiate contro gli agenti - A Spoleto, raccontano i sindacati della penitenziaria, “la violenta rivolta è partita per motivi futili e pretestuosi, in questo caso la distribuzione del vitto, hanno dapprima devastato suppellettili, porte, infissi impianti elettrici, poi hanno scagliato bombolette di gas verso il personale di polizia penitenziaria intervenuto” spiega ancora Bonino, sottolineando che gli agenti “hanno dovuto usare gli idranti per spegnere gli incendi delle esplosioni e per respingere i facinorosi che lanciavano addosso agli intervenuti di tutto, dalle bombolette innescate agli assi di legno”.
Ad Aosta tre detenuti barricati nel reparto transito - Tensioni anche nel carcere di Aosta, dove tre detenuti sono barricati nel reparto transito da oltre tre giorni. Nella casa circondariale di Brissogne “tre detenuti - denuncia l’Osapp - si sono barricati all’interno di una cella del reparto transito, concepita per ospitare un solo soggetto. Sin dal primo momento, erano armati di bastoni e hanno cosparso il pavimento e sé stessi di sostanze oleose, probabilmente miscelate con detergenti e altre sostanze, rendendo estremamente difficile e pericoloso l’intervento del personale”.











