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di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 25 ottobre 2023

​La svolta annunciata dal capo del Dap. Resta il divieto di contatti con l’esterno, ma saranno cancellati i divieti inutilmente vessatori, come quelli sui libri o sul cibo. Un nuovo 41 bis in arrivo. La notizia è che (finalmente) sarà cambiato in meglio. Tradotto: resta l’isolamento dei detenuti, resta un numero ridotto di colloqui. Resta la ragione per cui la norma è stata inventata: spezzare le catene tra il boss e la sua organizzazione criminale, tra il terrorista e la sua cellula. Saranno eliminati, però, almeno in gran parte, quei corollari che rendono odioso il carcere duro. Attualmente il detenuto al 41 bis può avere massimo 3 libri in cella, non può fare sport (a meno che non lo faccia nella minuscola cella in cui è escluso), non può comprare alcuni alimenti. La lista è lunga - basti pensare che all’anarchico Alfredo Cospito, al quale il 41 bis è stato per l’ennesima volta confermato - è stato vietato di tenere in cella la foto dei genitori. Bene: questa lista sarà cancellata, o assottigliata il più possibile.

L’annuncio è stato dato, un po’ a sorpresa, dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo: “Sicurezza, ordine e impermeabilità di questo regime - ha dichiarato al Salone della Giustizia - Per il resto, trattamento uguale a tutti gli altri detenuti”. Ed è qui la chiave del discorso: perché se la rieducazione è oggettivamente più difficile per un detenuto al 41 bis, una punizione eccessiva, inutile, è contraria al senso di umanità che dovrebbe animare la pena. Si provvederà a breve a cambiare la circolare che regola l’istituto. “Sarà un 41 bis costituzionalmente ineccepibile, eliminando qualunque ipotesi di trattamento in qualche modo vessatorio”, ha spiegato. “Non ci sarà differenza con gli altri detenuti se non tutte quelle differenze che impediscono nella maniera più assoluta che questi criminali speciali possano continuare a svolgere attività dannosa per la società intera”.

Fermezza nei confronti dei ristretti al 41 bis - al momento i detenuti sottoposti a questo regime sono 730 in Italia - ma anche umanità. Rigore, ma anche norme razionali. Le norme saranno scritte con l’aiuto di costituzionalisti, esperti e magistrati di sorveglianza. Una svolta inattesa, ma gradita a chi si occupa di carceri e diritti dei detenuti.