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di Marco Galluzzo


Corriere della Sera, 6 ottobre 2020

 

Zingaretti: via le norme di Salvini. E dopo il caso di Willy arriva il daspo per la movida violenta. Le multe alle Ong vengono notevolmente ridotte. Potranno essere comminate solo all'esito di un processo, e non a discrezione del prefetto, passeranno da un massimo di un milione di euro ad un massimo di 50 mila euro. C'è anche lo stop alla confisca della nave (a condizione che gli equipaggi informino le autorità italiane a ogni intervento di salvataggio), il ritorno della protezione speciale per chi, tornando nel proprio Paese, rischierebbe "trattamenti inumani o degradanti", la convertibilità in permesso di soggiorno per motivi di lavoro di alcune tipologie di permessi (quali ad esempio "per protezione speciale, per calamità, per residenza elettiva"). E tempi più brevi per ottenere la cittadinanza italiana.

Via, poi, le norme speciali introdotte con il decreto Salvini che assegnavano al ministro dell'Interno specifiche competenze, prima disciplinate dal codice di navigazione. Ritorna, quindi, al ministero delle Infrastrutture la titolarità di determinare il divieto o la limitazione del transito di navi, fermo restando che il Mit dovrà concertare le proprie decisioni con il Viminale e con il ministero della Difesa, informato il presidente del Consiglio. Insomma "né porti chiusi né aperti", è la sintesi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, "ma solo una disciplina più coerente con la Costituzione, la sicurezza e il diritto di protezione dei migranti".

Sono molte le novità approvate ieri dal governo che cancellano o modificano i due decreti sulla sicurezza, per la parte relativa ai migranti, adottati da Matteo Salvini nel 2018 e nel 2019. Dopo i rilievi di Mattarella e della Consulta, il Cdm ha approvato un testo articolato in dodici articoli, che in parte reintroduce la vecchia normativa in parte apporta delle novità. Si prescrive ad esempio il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l'interessato, il rischio di tortura, il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani. Si introduce poi una nuova fattispecie di divieto di espulsione che consegue al rischio di violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare. Nelle suddette ipotesi, è previsto il rilascio di permesso di soggiorno per protezione speciale, le cui procedure vengono accelerate.

Si interviene anche in materia di iscrizione anagrafica, prevedendo il diritto all'iscrizione e anche i casi in cui deve essere rilasciata una carta d'identità. Si prevede la convertibilità dei permessi di soggiorno in motivi di lavoro, mentre gli stranieri potranno essere trattenuti nei Centri di permanenza non più 180 giorni ma 90, mentre rischieranno l'arresto e il processo per direttissima nel caso di danni arrecati al Centro. Il decreto prevede anche un "daspo" per la movida violenta, dopo l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, e una norma per contrastare la vendita di droga tramite i siti web. "I decreti propaganda di Salvini non esistono più" dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti. "Ora si garantisce legalità, solidarietà, giustizia, umanità. Non si rimandano indietro i migranti che se tornano nel loro Paese rischiano la vita". Duro il giudizio del leader della Lega: "Non era la priorità di questo Paese".