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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 18 settembre 2025

L’allarme lanciato dal Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, sulla drammatica situazione della salute mentale nelle carceri trova conferma, in parte, nelle recenti ammissioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Due facce della stessa medaglia che raccontano un sistema al collasso, dove le persone fragili vengono troppo spesso abbandonate al loro destino.

Dopo colloqui con detenuti affetti da disturbi psichici nel carcere di Poggioreale, Ciambriello non usa mezzi termini: “L’emergenza relativa alla presenza di detenuti psichiatrici e alla mancanza di personale specializzato non può più essere ignorata”. I numeri sono impietosi: solo a Poggioreale si contano circa ottanta detenuti con disturbi psicotici, molti dei quali erano seguiti dai Centri di Salute Mentale prima dell’arresto.

La denuncia riguarda anche aspetti strutturali e organizzativi preoccupanti. A Poggioreale, pur essendo stata costituita l’unità operativa semplice dipartimentale per la salute mentale, con tanto di responsabile nominato, mancano psichiatri, tecnici della riabilitazione, infermieri specializzati e assistenti sociali. Nelle province di Salerno, Caserta e Benevento la situazione non è migliore, con una presenza “statisticamente rilevante” di detenuti con patologie mentali. Grave anche la chiusura, avvenuta anni fa, delle articolazioni psichiatriche di Sant’Angelo dei Lombardi, Benevento, e della sezione femminile ex Pozzuoli.

“È stato un errore non averle riaperte né lì, né altrove”, sottolinea Ciambriello, denunciando come “la malattia mentale in carcere sia una realtà complessa, spesso affrontata con l’isolamento anziché con le cure”. Il garante evidenzia una carenza strutturale rispetto agli standard minimi: “Il protocollo d’intesa della Conferenza Stato- Regioni prevede almeno uno psichiatra ogni 500 detenuti: a Poggioreale e Secondigliano questo parametro non viene rispettato”. Le visite mediche si limitano a “due volte al mese per pochi pazienti”, mentre mancano sistematicamente cure adeguate, figure socio- sanitarie di supporto e misure alternative al carcere.

Significativa è la convergenza tra le denunce di Ciambriello e le risposte ministeriali sul tema delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems). Il garante esprime indignazione per il fatto che “pur avendo il Consiglio Regionale deliberato due anni fa l’istituzione di una terza Rems in Campania, ciò non è avvenuto”. Nella risposta parlamentare, Nordio conferma che la Campania dispone di sole due Rems: San Nicola Baronia (Asl Avellino) e Calvi Risorta (Asl Caserta). Esiste un Punto Unico Regionale per gestire le liste d’attesa, ma non sono forniti dati sui tempi di attesa, sulla reale capienza delle strutture o sui criteri di priorità. La mancanza di informazioni concrete si riflette anche nella gestione delle Articolazioni per la Tutela della Salute Mentale (Atsm).

Il ministro conferma che la Campania ne ha sei, “di cui una all’interno della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dotata di 20 posti letto, attivata nel luglio 2012”. Ma ciò si scontra con quanto denuncia Ciambriello. D’altronde, nella risposta di Nordio, non vengono forniti dati sulla reale operatività di queste sezioni, sul numero di posti occupati o sulla presenza di personale specializzato. Le proposte del garante sono chiare e concrete: assumere immediatamente nuovi psichiatri, costituire unità operative semplici dipartimentali negli istituti più affollati, riaprire le articolazioni psichiatriche chiuse e aprire la terza Rems, come già deliberato. Ciambriello chiede risposte “né ideologiche, né populiste”, ma basate sulla realtà dei fatti e sui bisogni concreti delle persone.