di Luigi Nicolosi
stylo24.it, 14 aprile 2020
Il vaso di Pandora è scoperto, nubi dense e cupe si addensano sempre più sul carcere di Santa Maria Capua Vetere. A pochi giorni dalla notizia della rivolta dei detenuti soffocata con un pestaggio da parte della polizia penitenziaria, l'indagine "conoscitiva" condotta dai garanti sembra essere già entrata nel vivo. Poco rassicuranti, fin qui, le ricostruzioni rese dai testimoni nel corso dei colloqui: quasi tutti hanno infatti confermato le violenze e i soprusi.
I dettagli delle loro versioni restano però al momento ancora top secret e, soprattutto, in attesa di riscontro. L'escalation di tensioni è divampata nel giro di pochissimi giorni. La sera successiva alla scoperta del primo contagiato dal Coronavirus nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, l'ex deputato siciliano Paolo Ruggirello, i detenuti hanno organizzato una protesta dai toni e dai contenuti durissimi. Nel reparto "Nilo" la manifestazione ha rischiato di degenerare in rivolta: i detenuti hanno infatti bloccato l'accesso al padiglione dall'esterno e soltanto dopo una delicata trattativa con la direzione del penitenziario l'emergenza è rientrata.
Ma poche ore dopo sarebbe accaduto l'inverosimile. Stando a quanto riferito dai detenuti, uno dei quali ha pubblicato anche delle foto piuttosto eloquenti dopo la propria scarcerazione, gli agenti penitenziari avrebbero messo in atto un vero e proprio pestaggio al tappeto.
In attesa che la magistratura inquirente faccia i propri accertamenti, il garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, ha chiesto e ottenuto di avere colloqui telefonici giornalieri con gruppi di tre-quattro ristretti per capire cosa sia successo realmente nel carcere sammaritano. Secondo quanto fin qui emerso, quasi tutti avrebbero sostenuto di aver subito violenze in quella giornata da parte dei baschi azzurri.
Al Garante è stata inoltre inviata una lettera nella quale l'autore ha messo nero su bianco una serie di circostanziate ricostruzioni e, pare, un primo elenco di presunti responsabili. Intanto, proprio stasera il garante regionale Ciambriello ha diffuso una nota dai contenuti a prova di equivoco: "Per il sovraffollamento nelle carceri solo Turchia e Belgio sono peggio di noi nel report di Strasburgo. Non passa giorno che le organizzazioni internazionali non intervengano per richiamare gli Stati alla tutela dei diritti di chi è privato della libertà personale. Ma lei non vuole fare niente, nessun provvedimento, il Covid-19 può aspettare.
La farsa dei braccialetti elettronici è diventata tragedia visto che non si trovano. Il grillismo è divenuto il braccio armato del giustizialismo e, al pari di questo, rappresenta una minaccia mortale per la civiltà liberale, che è civiltà di forme e non di contenuti. I diritti delle persone arrestate e incarcerate sono violati, i processi fatti su un quotidiano e sui social, le loro scelte politiche securitarie in contraddizione con gli articoli della Costituzione, portano a rivolte nelle carceri ed appelli.
I richiami del presidente della Repubblica, del Papa, dell'Associazione nazionale dei magistrati, delle camere penali, dei garanti, delle associazioni che operano nelle carceri sono disattesi, sbeffeggiati. Ma nessuno nel Movimento 5 stelle, nel Pd, negli altri partiti è capace di alzare la voce e ribellarsi? Tutti appiattiti sul giustizialismo? Mi dichiaro prigioniero politico".










