di Paolo Popoli
La Repubblica, 2 luglio 2025
Sono duemila i detenuti in più in Campania, con record a Poggioreale. Cinque i suicidi registrati dall’inizio di quest’anno. Nei giorni del grande caldo con temperature di 40 gradi, nello spazio di una cella nel carcere di Poggioreale vivono e dormono insieme otto detenuti, talvolta anche dieci. Una situazione al limite, specchio del disagio e di quelle condizioni “insostenibili per il sovraffollamento” nelle carceri italiane denunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro al Quirinale con gli agenti della polizia penitenziaria e il capo del Dap Stefano Carmine De Michele.
Sono duemila i detenuti in più rispetto ai posti disponibili negli istituti di pena della regione con cinque suicidi da inizio anno, di cui due a Poggioreale che accoglie 2.140 detenuti su 1.358 posti: una percentuale di sovraffollamento pari al 155 per cento, come Salerno e Benevento, venti punti in più rispetto alla media nazionale (134 per cento). Il consiglio regionale della Campania ha intanto donato 200 ventilatori ai detenuti di Poggioreale. Lo scorso anno, nella casa circondariale intitolata a Giuseppe Salvia, il vicedirettore ucciso dalla Nco di Raffaele Cutolo, sono state quattro le persone che si sono tolte la vita. E undici sono quelle in Campania a fronte di 214 tentativi di suicidio.
“Un’emergenza sociale”, la definisce il Capo dello Stato quando cita i 38 casi di suicidio in Italia da inizio anno e i 91 del 2024, di cui 7 agenti e 44 detenuti stranieri. “E non dimentichiamo le morti in carcere, 20 lo scorso anno in Campania”, ricorda il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello, portavoce nazionale dei 93 garanti in Italia. È di ieri la notizia di un detenuto di Poggioreale, 39 anni, morto per infarto: sei mesi ancora e sarebbe uscito.
Non mancano le buone pratiche, le iniziative virtuose e l’impegno che anche Mattarella ha evidenziato da parte di agenti e dirigenti. “Ma le carceri restano in queste condizioni una discarica sociale”, aggiunge Ciambriello, ieri in visita all’istituto per minori di Airola dove una benefattrice ha donato un biliardino ai 26 ragazzi attualmente detenuti. “Ci vogliono certezza della pena e dignità della pena - continua - e in carcere non dovrebbero esserci i soggetti fragili come i tossicodipendenti e i malati con disturbi psichici, o chi deve scontare solo un anno, ossia circa mille detenuti in Campania. Servono misure alternative: solo così si fa diventare il carcere rieducativo, e non vendicativo, come vuole la Costituzione”.
Su 7.604 detenuti in Campania per oltre 5.400 posti ci sono almeno 500 agenti in meno: 3.264 in servizio rispetto ai 3.706 in organico. E il sovraffollamento è alla base di molte tensioni registrate negli istituti. La mancanza di personale specializzato si fa più forte negli istituti per minori dove mancano educatori e altre figure simili, o ancora nei casi di assistenza medica. Solo due gli psicologici per i 400 malati con disturbi psichici di Poggioreale, nessuno per i 362 tra Ariano Irpino, Benevento, Airola, Arienzo e Sant’Angelo dei Lombardi. Il governo punta a creare strutture diverse per i tossicodipendenti (1.704 in Campania) e di far scontare la pena nei propri paesi per gli stranieri, 892 quelli in regione, 20 mila in Italia.
“Ma i rimpatri lo scorso anno sono stati 575 - commenta Ciambriello - In ogni modo, serve prevenzione, soprattutto nei casi dei tossicodipendenti”. Più di 3 mila sono le visite esterne saltate. La giunta della Camera Penale di Napoli chiede un incontro con il direttore di Poggioreale per “i ritardi e le disfunzioni nei colloqui, una lesione delle prerogative difensive”. A settembre aprono tre nuovi istituti per minori in Italia e nel 2026 quello a Santa Maria Capua Vetere che si aggiunge ai 17 Ipm in regione con 99 minori, 70 a Nisida. “Ma la risposta al sovraffollamento - conclude Ciambriello - non può essere la creazione di nuove strutture. Servono invece progetti per il recupero della persona, per il lavoro e per la socialità”.











