Metropolis, 17 giugno 2019
Ciambriello, Garante dei detenuti: "sbloccare i lavori di adeguamento". "I fondi per adeguare il carcere ci sono, ma il rischio e che i lavori vengano fatti tra due anni. Serve un commissario ad acta". Samuele Ciambriello Garante dei diritti dei detenuti in Campania, e stato tra i primi ad arrivare al carcere di Poggioreale appena appresa la notizia del la rivolta in atto nel padiglione Salerno.
"Una vera e propria rivolta", racconta all'uscita spiegando che "il pretesto iniziale è stata la condizione sanitaria di un giovane detenuto al secondo piano, Luciano Do Luca - continua. Poi le con dizioni igieniche sanitarie, il sovraffollamento, le condizioni delle singole celle, intonaci consumati dall'umidità e dalla muffa, perdite di acqua che rischiano di andare a contatto con fili elettrici scoperti".
Una serie di criticità già note e per le quali da tempo si chiede un intervento. "Sono disponibili da tempo dal Provveditore Regionale delle Opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture 12 milioni dì euro per lavori sia al padiglione Salerno che Livorno, Milano e Napoli - spiega Ciambriello - Si sono fatti dei sopralluoghi. Il rischio è che i lavori siano fatti tra due anni".
Per il garante dei detenuti della Campania: "Ci vuole un commissario ad acta per questi lavori, prima che sia troppo tardi - continua - Lo spazio fisico, sensibile e significativo, spazi vitali aggregativi e ricreativi, la mancanza di vuoti comunicativi e relazionali con la famiglia sono stati già oggetto di sanzione della Corte Europea. Alla persona che sbaglia va tolto il diritto alla libertà, ma non alla dignità".
Ciambriello ha discusso anche con i rappresentanti delle istituzioni presenti sul posto al momento della rivolta: "Ai magistrati presenti Fragliasso e Brunetti, al provveditore Martone ho riferito della situazione drammatica in cui versano i detenuti - racconta - Fragliasso ha parlato con una delegazione che protestava ed ha visto da vicino.
La situazione è stata incandescente e solo la bravura degli agenti di polizia penitenziaria ha evitato il peggio. In serata, prima della mia uscita, il detenuto Luciano De Luca è stato trasferito in ospedale per accertamenti".
E proprio per quanto riguarda la situazione dei poliziotti chiede un intervento il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: "Il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, chiede tutele per gli agenti, per i quali, incolumità e sicurezza sono sempre più a rischio dal momento in cui i focolai di tensione nel penitenziario partenopeo sono continui e crescenti - dice. Non si abbassi la guardia e non si scenda a patti con i criminali, necessario il carcere duro e lavori forzati per domare queste belve". I detenuti che hanno guidato la rivolta invece "devono lavorare per sistemare i danni arrecati alla struttura", conclude Borrelli.
La malasanità dietro le sbarre
Solo 36 in tutta la Campania i posti lotto negli ospedali per 7.400 detenuti. È il dato choc -non l'unico - sullo stato della sanità penitenziaria nella nostra regione. In Campania finire in carcere non significa solo perdere la libertà, ma anche un diritto fondamentale e innegabile: quello alla cura e alla salute.
Solo dieci i posti letto destinati ai carcerati all'ospedale Cardarelli per gli interventi chirurgici, otto al Ruggì D'Aragona a Salerno e se si guarda al Cotugno la situazione peggiora: 4 i posti per patologie infettive. Se non ci sono posti negli otto ospedali "riservati" (Cardarelli, Cotugno, San Paolo, Sant'Agata dei Goti, Ruggì D'Aragona, Sessa Arunca, Moscati di Avellino e Ariano Irpino) i detenuti non possono essere ricoverati altrove perché le altre strutture non sono ritenute idonee alla sicurezza.
Al calvario della malattia per loro si unisce così quello del ricovero: quando stanno male devono sperare che uno di quei 36 posti sia libero. Il paradosso si raggiunge nell'impianto di Radiologia di Poggioreale recentemente acquistato ed utilizzabile anche dai detenuti delle carceri vicine. La struttura in questo caso esiste ma mancano i macchinari utili e necessari per effettuare una tac o una risonanza magnetica.









