isnews.it, 20 dicembre 2019
Nuova udienza in Corte d'Assise del processo per il decesso di Fabio De Luca avvenuto nel penitenziario di Isernia. In aula ricostruito l'iter delle indagini. Nuova udienza stamane in Corte d'Assise a Campobasso del procedimento che vede imputati Francesco Formigli ed Elia Tatangelo per la morte di Fabio De Luca, detenuto nel carcere di Isernia, avvenuta nel novembre del 2014.
In aula sono approdati i filmati girati dal sistema di sorveglianza del penitenziario di Ponte San Leonardo: video che riprendevano il corridoio nei momenti immediatamente precedenti e poi successivi al tragico evento. E sono stati analizzati altresì i passaggi salienti delle indagini svolte. Il tutto per ricostruire la dinamica dei fatti e rispondere al quesito: omicidio o malore?
Domanda cui si cerca di dare risposta anche nel corso del processo parallelo, di scena a Isernia, che vede accusato del presunto delitto una terza persona: il 25enne campano Aniello Sequino. Intanto, l'udienza nel capoluogo di regione è stata aggiornata al 31 gennaio prossimo. In quella circostanza è prevista l'escussione di altri nove teste del pubblico ministero.
Si tratta della ex fidanzata del 45enne scomparso, un familiare della donna, un ispettore di polizia penitenziaria e ben sei detenuti. I fatti, si ricorda, risalgono alla sera del 5 novembre 2014, quando De Luca fu portato d'urgenza all'Ospedale Veneziale con pesanti traumi alla testa. Si parlò di caduta accidentale. L'uomo, secondo le ricostruzioni della Squadra Mobile di Campobasso, che indagò sul caso, si era recato in un'altra cella per prendere una gruccia quando, alla presenza di due detenuti, avrebbe battuto la testa e sarebbe finito in coma.
L'11 novembre, dopo circa una settimana di agonia in Rianimazione, il 45enne morì al Cardarelli, dove nel frattempo era stato trasferito. L'autopsia, eseguita due giorni dopo il decesso, stabilì che le ferite sul corpo di De Luca erano incompatibili con una caduta accidentale.
"Trauma cranico multifocale": fu il responso contenuto nella relazione del medico legale Vincenzo Vecchione. Morte indotta, dunque, forse a seguito di un pestaggio in cella. Per quel decesso tre ex compagni di detenzione della vittima vennero accusati a vario titolo di omicidio dalla Procura di Isernia. La svolta nelle indagini ci fu nel novembre del 2015, con l'arresto dei presunti responsabili, ora a giudizio.










