di Tommaso Ciriaco
La Repubblica, 10 giugno 2021
La leader di FdI plaude alla vice di Biden. Letta: "Specula, come gli Usa anche il governo lavora sugli accessi legali". Ad avvelenare i pozzi democratici ci prova un mattino Giorgia Meloni: "Le parole di Kamala Harris contro l'immigrazione illegale dimostrano che nel mondo tutti si preoccupano di difendere i propri confini, tranne la sinistra italiana, che continua a tenere spalancati i porti. Blocco navale subito!".
Ti aspetti che il centrosinistra insorga. Che ripeta a memoria le parole di Alexandria Ocasio-Cortez, sinistra della sinistra Usa, la prima a schierarsi contro la vice di Biden. E invece no: più scavi, più scopri che il Pd sta con Kamala. Con lei e con l'istituzione di canali regolari per chi cerca asilo o vuole migrare alla ricerca di un lavoro. Quei canali massacrati in Italia dalla filosofia della Bossi-Fini. "Giorgia, tu speculi - reagisce dunque Enrico Letta, che in passato con Mare Nostrum salvò migliaia di vite - Draghi ha ottenuto di discutere al prossimo Consiglio Ue di come gestire meglio il problema migratorio. Siamo in sintonia con il governo".
Niente, il giochino "butta dalla torre la Harris" a sinistra non funziona. Piace un po' a tutti, la vicepresidente Usa. A Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, reduce da un vertice sul Sahel: "Condivido che vanno riaperti i flussi regolari e che va combattuto efficacemente il traffico di esseri umani". A Giuseppe Conte, che sta per posizionarsi più a destra di Enrico Letta: l'ex presidente del Consiglio, fanno sapere, è sempre stato "per la legalità" e per i "rimpatri degli irregolari", dunque si differenzierà dal Pd. Ma Harris piace anche a chi, a sinistra, ha sempre scelto la battaglia per le organizzazioni non governative. "Non facciamo i provinciali - sorride Matteo Orfini - Kamala ha chiuso con l'era Trump e con i muri. Ha riaperto ai flussi regolari, dunque è ovvio che contrasta quelli irregolari".
Ecco, se esiste una linea di frattura, è meglio semmai guardare in casa. A Roma, più che a Washington. "La risoluzione del Pd che sosterrà la battaglia di Draghi in Europa segna un cambio di passo - premette sempre Orfini - Il problema, però, è che il governo è ancora pienamente dentro le azioni della filiera che va da Gentiloni (e Minniti) al Conte uno e due. Iniziamo a cancellare il fermo amministrativo delle navi delle Ong, tanto per cominciare, ed evitiamo di rifinanziare le missioni della Guardia costiera libica".
È qui che a sinistra qualcosa si inceppa. Perché invece la segreteria del Partito democratico punta molto sul testo che presenterà in Parlamento per dare una scossa all'Europa (e un po' anche all'esecutivo). "Kamala è stata molto pragmatica - dice Enrico Borghi, che quel testo lo sta scrivendo - Il rischio della posizione della Ocasio-Cortez è che enfatizzi la tesi opposta, quella dei fan del muro di Trump". E invece la proposta dem tiene assieme tutto, a sentirlo: salvataggi in mare e chiusura dei campi in Libia, canali per l'immigrazione regolare e rimpatri assistiti. "Io pure sto con la Harris - dice Lia Quartapelle - la linea giusta è dire no all'immigrazione irregolare e sì ai flussi regolari. Gli Stati Uniti hanno regole che li consentono, noi no. Quella è la strada giusta".
Poi, certo, se sbirci fuori dal centrosinistra vai a sbattere sul blocco navale della Meloni, oppure contro l'ossessivo repertorio anti migranti di Salvini. E i distinguo, nel campo progressista, diventano dettagli, esercizi di filosofia. Tocca comunque a Erasmo Palazzotto, un passato in Sinistra italiana e un presente da indipendente di sinistra, schierarsi (solitario) con Ocasio-Cortez.
E chiedere a Draghi una svolta che per adesso gli sembra lontana: "Vedo un cambio di passo nel Pd di Letta, non ancora nel governo. Io penso che la gente in mare vada salvata, poi discutiamo del resto. I respingimenti sono illegali, anche perché la Guardia costiera libica riporta i migranti nei campi di concentramento. Ripristiniamo le modalità di accesso legale nel nostro Paese. E smettiamola con l'idea che in questo mondo i confini non valgono per le merci e i capitali, ma soltanto per gli esseri umani"











