di Ilaria Carra
La Repubblica, 9 luglio 2022
La due giorni dedicata all’urgenza di rendere legale la marijuana: “Serve coraggio” è il messaggio in vista del voto in Aula la prossima settimana. “Il vero campo largo di cui tanto si parla è quello della cannabis”. Ironizza sulla maxi coalizione tanto cercata nel centrosinistra il consigliere lombardo di +Europa, Michele Usuelli, per sottolineare l’urgenza di approvare “questa legge che è la migliore delle opportunità possibili prima della fine della legislatura per una rivoluzione culturale”. La battaglia in Parlamento si annuncia durissima e non sfugge a nessuno agli Stati Generali sulla cannabis, la due giorni di dibattiti e confronti sulla necessità di legalizzare la marijuana a Milano.
Un’iniziativa promossa dal consigliere milanese Pd, Daniele Nahum, abbracciata da un po’ tutto il centrosinistra - anche se pesa l’assenza del sindaco Beppe Sala - sul proibizionismo, “che ha fallito su tutta la linea - dice il consigliere che lanciò la protesta fumandosi uno spinello davanti a Palazzo Marino - Abbiamo 16 mila detenuti per reati legati alla cannabis, regaliamo ogni anno 7 miliardi alle mafie e i malati non hanno un’offerta congrua nelle farmacie, sono costretti a coltivarsela”. Nella “Milano dei diritti” la maratona di 38 interventi di relatori tra esponenti politici, associazionismo e aziende, chiede a gran voce al Pd e al governo che la legalizzazione della cannabis “sia un tema centrale”.
Serve coraggio, è il messaggio. Lia Quartapelle, deputata dem, ne fa una questione di “allargamento delle libertà e di assunzione di responsabilità”. E sull’inserire il tema nel programma elettorale del Pd resta possibilista. Tra i relatori anche una voce fuori dal coro ufficiale del centrosinistra: “I diritti sono un modello di giustizia e non sono né di destra né di sinistra” dice Elio Vito, ormai ex deputato forzista. Per Roberto Saviano “legalizzare è l’atto contro la mafia più importante che le democrazie possono fare”.
Per la prossima settimana è in calendario alla Camera il voto sul ddl Perantoni, una proposta “compromesso” di cui il primo firmatario è Riccardo Magi, deputato di +Europa, che introduce la coltivazione domestica fino a 4 piantine per uso personale. E inserirebbe la fattispecie di lieve entità per i casi meno gravi, toglierebbe il ritiro della patente per i consumatori senza toccare però i reati legati alla guida sotto Thc e, nel caso sia un tossicodipendente a spacciare e produrre, la punirebbe con lavori socialmente utili.
“Approvarlo sarebbe un inizio”, è l’opinione condivisa, “gli Stati Generali rafforzano la nostra battaglia alla Camera” ritiene il presidente M5S della commissione Giustizia, Mario Perantoni. E “per la destra non è mai il momento dei diritti” accusa il deputato dem Emanuele Fiano, riferendosi alle barricate minacciate dalla Lega. Affonda il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: “Ragazze e ragazzi devono respingere la cultura della morte. Una cosa inaccettabile contro cui ci batteremo con tutte le nostre forze”.










