Italia Oggi, 22 agosto 2019
Il vecchio continente terra di conquista per le società del settore. Gruppi come Carrefour e Monioprix hanno già mostrato il loro interesse. La corsa all'oro verde è partita anche nel Vecchio continente. E la startup Emmac, fondata nel 2018 e con sede a Londra, spera di trarre profitto dalla fase di test per crescere sul mercato europeo della cannabis terapeutica. "Non c'è un leader europeo nel mercato della cannabis", ha detto a Le Figaro Antonio Costanzo, il cofondatore e ceo italo-francese del gruppo. "Ci sono dei leader mondiali, ma l'Europa resta ancora da conquistare". Dopo la legalizzazione della cannabis a uso medico in Germania nel 2017 e l'avvio di una fase di test in Danimarca nel 2018, il mercato europeo diventa attrattivo, anche se ancora nelle mani dei colossi canadesi e statunitensi. Come il numero uno mondiale Canopy Growth, che lo scorso maggio ha acquisito la tedesca C.
Mentre la canadese Aurora Cannabis ha annunciato a dicembre che la sua filiale europea era stata designata come fornitore ufficiale di cannabis medica dal ministero della salute del Lussemburgo. Di fronte a questi concorrenti, Emmac spera di moltiplicare per sette il suo fatturato (mantenuto segreto) nel 2020 e sostiene di aver coinvolto già otto paesi europei nella propria catena di produzione e distribuzione. Nel frattempo la startup ha acquisito la società svizzera Blossum, che commercializza oli e tè a base di Cbd (cannabidiolo, la sostanza chimica della cannabis non psicotropa, ndr) nei negozi bio e su Internet. "La domanda della grande distribuzione per commercializzare prodotti per il benessere a base di cannabis è forte", assicura François-Xavier Nottin, direttore generale di Emmac Francia e Benelux.










