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di Flavia Amabile

La Stampa, 15 dicembre 2025

Il Dipartimento antidroga: “In Italia un suicidio collegato all’uso della sostanza”. Il segretario di +Europa: “Difficile confondere quel prodotto con un cannabinoide leggero”. Da palazzo Chigi è stato diffuso un allarme su un prodotto cannabinoide che può provocare anche la morte. Secondo il sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di palazzo Chigi si è verificato “un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi, legato al consumo di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di Thc (c.d. cannabis ‘light’) e un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca”.

L’allarme è pubblicato sul sito del governo. “L’Mdmb-pinaca, la cui potenza è molto superiore a quella del Thc, causa effetti imprevedibili, pericolosi, gravi e letali tra cui confusione, allucinazioni, vomito, perdita di coscienza e sedazione profonda. In Europa sono già stati segnalati casi di intossicazione grave e letale e, di recente, un decesso per suicidio avvenuto in Italia - afferma il dipartimento - è stato collegato al consumo di prodotti contenenti questa sostanza. L’Mdmb-pinaca può essere presente in infiorescenze, resine o prodotti venduti come cannabis “light” e non è possibile riconoscerne la presenza a vista - sottolinea. Il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe monitora la situazione al fine di scongiurare ulteriori eventi pericolosi e in caso di sospetta intossicazione ed effetti avversi è operativo h 24 il centro antiveleni di Pavia”.

L’allarme riguarda il cannabinoide, un prodotto sintetico che non va confuso con la cannabis-light, avvertono i produttori del prodotto a basso contenuto di Thc e gli addetti al settore. Riccardo Magi, segretario di +Europa: “Il cannabinoide su cui è stato diffuso l’allarme è un prodotto potente che può esser acquistato online ma difficilmente può essere confuso con la cannabis light perché costa di più e ha un effetto drogante che l’altro prodotto non ha”. Magi accusa il governo di fare volutamente “disinformazione per giustificare la persecuzione in atto nei confronti di produttori e rivenditori di cannabis light”. Una confusione facile da generare - conclude Magi - “proprio per la mancanza di qualsiasi regolamentazione che rende il mercato completamente fuori controllo”.