di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 2 agosto 2024
In commissione a Montecitorio, dopo una battaglia durata tutta la notte, passa l’emendamento al ddl Sicurezza che elimina la distinzione in base al contenuto di Thc. Ma l’approvazione definitiva slitta a settembre. L’opposizione: “Folle propaganda”
Roma, 01 agosto 2024 I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno svolto un flashmob contro gli emendamenti introdotti nel Dl Sicurezza che tra le altre cose vietano la cannabis light. I deputati, tra cui Bonelli, Fratoianni, Piccolotti, Grimaldi, Zanella e Ghirra, hanno esposto cartelli con su scritto “Il Governo vieta la cannabis light e regala 150 milioni alla criminalità organizzata”.
La maggioranza riesce a imporre una stretta sulla cannabis light, che, anche se a basso contenuto di Thc, viene equiparata alle droghe leggere. E l’opposizione ottiene un rinvio della discussione dell’intero provvedimento in aula a dopo l’estate. Lo scontro si consuma alla Camera, dove le commissioni Giustizia e Affari costituzionali affrontavano il Ddl sicurezza.
La maggioranza impone i tempi contingentati, le opposizioni contestano la scelta perché il provvedimento non è in scadenza e tratta temi che toccano le libertà individuali, e prendono la parola a più riprese per stigmatizzare “intimidazioni e violenze della maggioranza”, per dirla con la capogruppo dem Chiara Braga. Risultato, la seduta va avanti a oltranza per tutta la notte e, dopo 12 ore no stop, metà degli emendamenti è approvata. Al termine, però, la conferenza dei capigruppo fissa lo slittamento a settembre dell’approdo in Aula del disegno di legge, con l’impegno di chiudere l’esame in commissione prima della pausa estiva: i lavori riprenderanno per votare altri 80 emendamenti, martedì. Risolutivo sarebbe stato l’intervento di moral suasion del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Il rinvio soddisfa le forze di minoranza, che festeggiano il “ritorno alla ragionevolezza”, come dice la deputata di Iv, Maria Elena Boschi. “Hanno gettato la spugna”, commentano i capigruppo di Avs.
Nel merito il provvedimento resta osteggiatissimo dall’intero centrosinistra. “Nell’oscurità delle tenebre si concretizzano azioni scriteriate di questa maggioranza che prova a imporre una norma contraria alle direttive comunitarie”, sostiene Gisella Naturale del M5S. “Il governo, in preda alla furia ideologica, uccide il settore della cannabis light, cancella 11 mila posti di lavoro e pensa anche di aver fatto la lotta alla droga”, stigmatizza Riccardo Magi di +Europa. Naturalmente la maggioranza difende l’emendamento: “Bene le norme per stroncare il mercato della cannabis light - commenta Maurizio Gasparri di FI - un’azione contro filiere para commerciali che finiscono per propagandare l’uso delle droghe”. Sottolinea le misure “indispensabili per il governo”, la relatrice Augusta Montaruli (FdI).
Ma la stretta sull’impiego della marijuana legale provoca la protesta anche degli imprenditori del settore e delle associazioni di categoria: “È una sconfitta per la libera impresa e si colpisce un settore trainato dai giovani”, tuona Cristiano Fini presidente di Cia Agricoltori italiani. Difende un “mercato legale da 200 milioni” Federcanapa. “Si mette a rischio la sopravvivenza di un comparto”, sostiene la Coldiretti. La battaglia riprenderà in aula, a settembre.
Durante la seduta di ieri è stata approvata in commissione anche la previsione di fornire di bodycam gli agenti di polizia impegnati nel mantenimento dell’ordine pubblico. Un investimento da 23 milioni in tre anni, ma la dotazione non sarà obbligatoria. Ritirate, invece, alcune proposte della Lega: reato di integralismo islamico, obbligo di predicare solo in italiano, castrazione chimica per gli stupratori. Su questo punto il governo, però, si impegna però ad aprire una riflessione su trattamenti reversibili e temporanei.









