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di Liana Milella

Il Dubbio, 5 giugno 2022

Il procuratore di Perugia: “Abbiamo trovato un equilibrio, diffondiamo ai giornalisti le ordinanze di custodia”.

Raffale Cantone, procuratore a Perugia, tre giorni fa lei ha diffuso una circolare che autorizza i giornalisti a chiedere copia delle ordinanze. Non teme di violare la presunzione d’innocenza?

“Assolutamente no. L’articolo 114 del codice di procedura penale, che disciplina il divieto di pubblicare atti e immagini e che ho richiamato, non è stato toccato dalla riforma sulla presunzione. Avevo già anticipato la mia intenzione quando ho pubblicato la direttiva precedente che metteva in pratica il testo sulla presunzione d’innocenza. Sia il Pg della Cassazione Salvi che quello di Perugia Sottani, nei loro atti, erano favorevoli”.

Ai tempi di Berlusconi si parlava di “bavaglio”. Ora che la Guardasigilli è una ex presidente della Consulta come Cartabia l’espressione suona singolare. Ma quella direttiva sta chiudendo i palazzi di giustizia…

“Non sono d’accordo sulla definizione di bavaglio. È una norma che ha anche aspetti positivi, ha reso tracciabili le notizie date alla stampa eliminando l’ipocrisia che consentiva ai giornalisti di scrivere di giudiziaria, senza stabilire da dove arrivassero le informazioni. L’irrigidimento c’è, ma può essere compensato con l’accesso ai provvedimenti giudiziari e soprattutto alle ordinanze cautelari. Strada già seguita da altre procure come Napoli e Potenza”.

L’ex procuratore Melillo cita risultati positivi...

“Ho parlato più volte con lui della sua esperienza e ne ho tenuto conto. Ci tengo a dire che prima di adottare la direttiva l’ho trasmessa all’Ordine degli avvocati di Perugia e all’Ordine dei giornalisti. E ho accolto dei rilievi dell’avvocatura”.

Un conto però è avere le ordinanze, altro un confronto con i pm…

“Al pm era già precluso parlare con i giornalisti dalla riforma Castelli-Mastella, e quella Cartabia lo ha confermato. La stretta significativa riguarda soprattutto i rapporti con le polizie perché prevede che le loro note debbano essere autorizzate dal procuratore. Qui abbiamo trovato un equilibrio, i comunicati vengono autorizzati in tempo quasi reale, e quasi mai sono stati respinti”.

Da dicembre lei ha fatto entrare la stampa in procura? Perché qui si rischia di trovare i cancelli chiusi…

“Da quando si è attenuato il Covid il mio ufficio è aperto a tutti, e non abbiamo mai impedito l’accesso ai giornalisti, anche se i perugini sanno che i pm non possono riferire nulla. Non credo che questa riforma finirà per danneggiare la magistratura, dipenderà dalla capacità di attuarla, perché il comunicato può evitare una serie di distorsioni del passato e migliorare l’immagine della giustizia evitando spettacolarizzazioni e toni non consoni alla fase delle indagini preliminari”.

Come giudica l’illecito sulla presunzione d’innocenza?

“Lo considero inutile ed eccessivo”.